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MEDIASET senza fili

Espresso n.6 2008.

ECONOMIA

Ed ora, un po' di pubblicità

:

NUOVI MEDIA / L'ASSALTO DI ELETTRONICA INDUSTRIALE

DI ALESSANDRO LONGO

Il gruppo di Berlusconi è, insieme a Telecom eWind, il probabile
destinatario delle frequenze per la rete WiMax. Obiettivo: riaffittarle agli
enti locali

Riserva ancora sorprese la vicenda WiMax, la tecnologia wireless che offrirà
entro l'anno servizi evoluti di banda larga. Come si è appreso lunedì 4
febbraio,
sono pervenute molte offerte per tutte le licenze all'asta. Ma è Mediaset ad
avere fatto il maggior numero di offerte valide su tutto il territorio
nazionale
e non, come ci si sarebbe aspettati, Telecom (che si piazza al secondo
posto, seguita da Wind). La società di Berlusconi si è presentata con la
Elettronica
Industriale, apprestandosi probabilmente a creare una rete Wi-Max molto
ramificata sul territorio nazionale. Per farne cosa? Una ipotesi è che il
suo ruolo
finisca per intrecciarsi con un progetto di sviluppo del Wi-Max pubblico, da
affidare a regioni e comuni.

Il ministero delle Comunicazioni, infatti, sta per tirare fuori dal cilindro
delle frequenze aggiuntive (24 MHz) rese disponibili proprio per le
pubbliche
amministrazioni per sviluppare servizi innovativi. Frequenze che si
affiancano a quelle (pari a 126 MHz) messe al bando nell'asta e destinate
alle aziende.

L'asta, che ha raggiunto il valore di 49,8 milioni di euro, potrebbe salire
quando, dal 13 febbraio, comincerà la fase dei rilanci. Di lì a pochi giorni
le 35 licenze saranno assegnate. Quei 24 MHz aggiuntivi non sono messi
all'asta. Il ministero conferma che intende usarli nell'ambito di progetti
fatti
in accordo con le regioni per creare servizi banda larga alla popolazione. A
tal proposito, la settimana scorsa ministero e Regione Lazio hanno
annunciato
un accordo per portare entro il 2010 la banda larga nel 100 per cento del
territorio. Simile progetto è stato avviato, a novembre, con la Regione
Emilia-Romagna.
Entro febbraio sarà siglato un analogo accordo con la Liguria. In tutti i
casi, ci si servirà anche di quei 24 MHz del Wi-Max.

Di preciso, a quali scopi? Due, fanno sapere dalla Fondazione Ugo Bordoni
(braccio tecnico del ministero). Il primo è creare reti banda larga laddove
non
arriva la fibra ottica o l'Adsl, quindi per dare accesso Internet a case e
imprese. Il secondo è più innovativo: usare il Wi-Max per creare
municipalità
wireless. Rendendo cioè la banda larga senza fili disponibile un po' ovunque
sul territorio urbano, per abilitare servizi innovativi. Non solo accesso
Internet a turisti e studenti nelle strade, ma anche reti di video
sorveglianza, controllo del traffico, e-government, servizi che permettano
di dialogare,
via Internet da luoghi pubblici, con la pubblica amministrazione e con gli
ospedali. O anche reti che unifichino le comunicazioni wireless di polizia,
ambulanze e vigili del fuoco.

Municipalità wireless ci sono già in Italia (lo è Roma), ma poiché il Wi-Max
non è ancora disponibile, sono basate su altre tecnologie wireless, meno
veloci.
Il Comune di Genova è uno di quelli che avrebbe voluto usare il Wi-Max per
fare una sua rete e si è lamentato a fine 2007 perché il ministero non
concedeva
alle pubbliche amministrazioni frequenze ad hoc. Quei 24 MHz aggiuntivi
dovrebbero placare le proteste. Il ministero, per non entrare in conflitto
con
i privati che si aggiudicheranno l'asta, fa sapere che intende usare quelle
frequenze solo dove nessuna azienda avrà costruito una rete banda larga.

A questo punto, ipotizza la Fondazione Bordoni, Mediaset potrebbe accordarsi
con le regioni, appunto per la nascita di municipalità wireless. Già da fine
2008, potrebbe così avere un ruolo nell'innovazione dei servizi delle
pubbliche amministrazioni. Una svolta rispetto al business delle
televisioni. n

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