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verso il nuovo 112 s.o.s. europeo.

articolo postato da luigi ranaldo su mondo winguido, 11\03\2008, h. 10.24.

Sos, verso il numero unico al via il nuovo 112 europeo
In Italia a luglio, l'aiuto arriverà in quattro secondi

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Con il decreto di Gentiloni le azioni di sicurezza razionalizzate come
negli Usa
ALDO FONTANAROSA ROMA - Sicurezza, si cambia. E' in Gazzetta Ufficiale il decreto del
ministro delle Comunicazioni Gentiloni che "costringe" la Polizia e i
Carabinieri a una gestione congiunta degli Sos e delle richieste di
aiuto. Per incendi, incidenti, fughe di gas, terrorismo. Anche se resta
in vita il 113, questa novità organizzativa è un primo deciso passo
verso il varo di una centrale unica di emergenza e verso un numero
unico, che sarà il 112. Migliorano da subito le tecnologie. Chi chiama
perchè ferito, rapinato o testimone di una crisi sarà individuato sul
territorio in 4 secondi. Si parte a Salerno, Torino e Reggio Emilia.
Una gestione congiunta, dunque. Oggi chi chiama il 112 entra in contatto
con i Carabinieri; chi chiama il 113 parla con la Polizia. Ma le cose
ora cambieranno. Il nuovo sistema mette al centro l'operatore di
telefonia, quello che fa partire la chiamata di soccorso. E' l'operatore
a sapere dove si trovano la persona ferita e il suo telefono (fisso o
mobile). E' l'operatore a indirizzare, dunque, la chiamata verso un
Centro operativo della Polizia oppure dei Carabinieri. Questo, in base
alla vicinanza tra la persona nei guai e la struttura che può meglio
soccorrerla.
Il nuovo servizio, che si conforma agli standard europei, migliora molto
la localizzazione del chiamante, che funzionerà anche con i telefonini,
italiani e stranieri. I tecnici del ministero hanno lavorato su due
ipotesi. Nella prima, il ferito chiama il 112 (o anche il 113), non sa
dire dove si trova perchè sta male, ma riesce a continuare la
conversazione. In questo caso, il nuovo sistema informatico lo
individuerà in 4 secondi, grazie al dialogo ultrarapido tra i computer
del ministero dell'Interno e quelli degli operatori. Seconda ipotesi. Il
ferito chiama, ma la linea cade. Le nuove dotazioni permettono
all'operatore di richiamare il ferito sul cellulare nella speranza di
individuarlo. Potrà richiamare anche se la telefonata in arrivo era
anonima (tante persone programmano il telefonino per nascondere il
numero al destinatario).
L'Italia è divisa in migliaia di "celle", pezzi di un puzzle. Il
meccanismo di individuazione permette di sapere in quale delle tante
celle si trovi il chiamante. Queste "celle" sono piccole nelle città, 4
o 500 metri quadrati. Mentre fuori città sono grandi anche qualche
chilometro quadrato. In ogni caso, la novità ci voleva, visto che il 90%
degli Sos parte da telefonino.
Il nuovo sistema è un regalo, intanto, ai turisti stranieri che
dovrebbero trovare al telefono (poco alla volta, si spera) operatori
poliglotti, che parlino l'inglese. E saranno intanto loro, i visitatori
esteri, a privilegiare il 112, a sceglierlo nelle loro richieste di
soccorso in Italia. Normale. Nei loro Paesi d'origine c'è spesso solo il
112.
Gli italiani - si suppone - continueranno a chiamare entrambi: il 112
come il 113. Ed anche il 115 dei Vigili del Fuoco o il 118 delle
emergenze sanitarie, che restano tutti attivi, in questa fase (e sempre
gratuiti). Dietro le quinte, però, prende corpo questa gestione unitaria
di Polizia e Carabinieri. Basterà? Il ministero delle Comunicazioni è
convinto che il decreto, il suo corposo allegato tecnico e le date di
avvio del nuovo regime bastino a smontare le contestazioni europee. La
Commissione di Bruxelles ha avviato una procedura d'infrazione accusando
l'Italia per il mancato avvio del processo di unificazione. Certo, in
prospettiva, l'Europa esigerà il definitivo salto verso il 112 come
numero unico.
Le date e le città di partenza, dicevamo. La provincia pilota è Salerno,
che dovrà varare il nuovo sistema entro 4 mesi. E' stata scelta perchè
la sua Costiera è molto visitata dai turisti stranieri. Entro 5 mesi, si
accoderanno altre 8 province (tra cui Torino). Entro 6 mesi, altre 5
(tra cui Reggio Emilia). Nuove province seguiranno al ritmo di otto ogni
mese.