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Una petizione per bloccare il copyright
da zeus news del 04\03\2008
La Commissione Europea sta valutando se estendere il copyright oltre i 50 anni attuali, ma i cittadini possono farsi sentire firmando una petizione.
Ed ora, un po' di pubblicità
:[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-03-2008]
L'attuale durata del diritto d'autore, pari a 50 anni, pare non soddisfare la major - e questo è, se non condivisibile, almeno comprensibile - ma nemmeno
la Commissione Europea che infatti sta meditando di estendere questo periodo troppo breve.
Dall'altra parte, una ricerca commissionata dal governo inglese dice che la legge va bene così com'è, e che anzi un'eventuale estensione porterebbe solo
danni economici alla produzione europea, senza contare quelli - meno quantificabili in euro - che verrebbero arrecati alla cultura musicale.
Se la proposta passasse, brani che a breve dovrebbero diventare di pubblico dominio (consentendo dunque a chiunque, anche agli autori originali qualora
siano tuttora in vita, di farne ciò che vogliono) resterebbero lucchettati e potrebbero essere spremuti ancora un po' dalle case discografiche. Chissà,
ottenuta l'estensione qualcuno potrebbe ritenere utile invadere il mercato riproponendo i classici, che non passano mai di moda e se sono protetti dal
copyright fanno anche guadagnare.
I cittadini dell'Unione Europea che volessero fermare tutto ciò possono ora farsi sentire firmando una petizione presente sul sito Sound Copyright sostenuto
dalla Electronic Frontier Foundation e dall'Open Rights Group; finora sono state raccolte quasi 4.500 firme. Al momento il testo è disponibile soltanto
in inglese, francese e tedesco, ma una traduzione italiana è in lavorazione; anzi, chi volesse collaborare può informarsi presso il sito sulle modalità.
Mentre le case discografiche - ricordano gli autori del sito - premono affinché la durata del diritto d'autore aumenti per motivi personali piuttosto ovvi,
ma senza presentare una sola ragione per cui anche l'Europa intera ne gioverebbe, l'innovazione e l'accesso all'eredità culturale ne sarebbero notevolmente
danneggiati.
Si può firmare qui