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banda larga: i problemi e le speranze
articolo postato da chiara valena su incensuraty, 23\10\2008, h. 11.53.
preso da panorama.it
Ed ora, un po' di pubblicità
:Come nei film americani: "c'è una notizia buona e una cattiva, quale vuoi sentire prima?". A questo punto l'eroe di turno risponde sempre "quella cattiva",
che per noi, che purtroppo non viviamo in un film ma nell'Italia del 2008 con problemi profondi e poche risorse per ripartire, è che ancora siamo saldamente
tra gli ultimi posti in Italia per diffusione della banda larga. E che è difficile si possa migliorare in modo sostanziale nei prossimi anni, a causa di
motivi strutturali che ci allontanano dal resto d'Europa. È quanto denunciato in un
rapporto
che Between-Osservatorio Banda Larga ha realizzato per l'Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni).
Causa principale, di questo ritardo, è lo scarso numero di pc (49 per cento di utenti sulla popolazione italiana) e Between aggiunge che difficilmente
nel
2010 si arriverà al 60 per cento, mentre per allora molti altri Paesi europei saranno già all'80 per cento. Del resto, l'Italia tra gli ultimi in Europa
anche per uso del pc da aprte delle nuove generazione, come racconta un
rapporto
finanziato dalla Unione Europea e pubblicato dalla London School of Economics and Political science.
È forte il divario tra utenti pc e non, è quasi tutto qui il problema della scarsa diffusione della banda larga. A conferma, infatti, se si prendono solo
gli utenti pc, la diffusione banda larga italiana è al quarto posto, in Europa.
Un'altra causa è la carenza di infrastrutture alternative (di unbundling), in metà del paese. Già: gli operatori alternativi investono tutti solo sullo
stesso 50 per cento di popolazione, quello che risiede nelle città ricche. Inoltre, l'Italia ha un record negativo, in Europa, per copertura banda larga
nelle zone rurali: la spaccatura forte è anche tra città e campagna, quindi.
A questo punto arriva la notizia positiva: il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Paolo Romani ha appena dichiarato che entro fine anno partirà quella
task force per dare una nuova rete all'Italia. I lavori cominciano, insomma, ma nell'immediato solo quelli: ad oggi, infatti, le risorse da mettere sul
tavolo sono poche (si parla di appena 800 milioni di euro, quando ci vorranno 10-20 miliardi per la nuova rete). Insomma, per tornare ai film americani:
non sarà la cavalleria che ci salva dagli indiani del digital divide, ma almeno ci si prova.