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Anche i ciechi leggeranno i libri che leggono tutti

Tre articoli sull'importante provvedimento

a)articolo postato da michele lastilla su uic h.e., 08\04\2008, h. 15.43.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

PUBBLICATO IN G.U. IL DECRETO CHE
FAVORISCE LA LETTURA E LO STUDIO DA PARTE DEI DISABILI VISIVI

NUOVE OPPORTUNITÀ PER I DISABILI: PUBBLICATO IN G.U. IL DECRETO CHE
FAVORISCE LA LETTURA E LO STUDIO DA PARTE DEI DISABILI VISIVI

Pubblicato il 08/04/2008

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 82 del 7 aprile 2008, il
decreto firmato il 18 dicembre 2007 dal Ministro per i Beni e le Attività
Culturali
Francesco Rutelli, che renderà possibile ai disabili visivi la "lettura"
delle novità editoriali messe sul mercato grazie alla trasformazione in
testo
digitale.
Come è noto, se nella sua forma cartacea un libro è inutilizzabile per molti
disabili, il file testuale del suo contenuto lo rende invece accessibile
anche
ai ciechi, che possono leggerlo con il loro personal computer, ai
dislessici, che possono associare il testo scritto alla lettura con voce
sintetica, ai
dislessici, che possono associare il testo scritto alla lettura con voce
sintetica, o agli ipovedenti che possono ingrandire e contrastare i
caratteri,
come in generale per chi non può nemmeno sfogliare le pagine di un libro.
L'Italia è il primo paese che decide di favorire la produzione dei libri
anche in formato digitale accessibile per tutti.

"Una grande iniziativa di cui il nostro Paese deve essere fiero perché vanta
il primato assoluto mondiale - ha sottolineato il Ministro Rutelli. Una
trasformazione
radicale dell'uso delle tecnologie che finalmente vengono applicate anche a
quella parte di cittadini affetti da disabilità fisica. E questo è il
risultato
dell'impegno profuso per facilitare l'accessibilità all'arte e alla cultura
a queste persone."

I fondi stanziati nel decreto, che ammontano a 2,750 milioni di euro, sono
destinati ai progetti che, selezionati con un apposito bando, saranno
finalizzati
alla fruizione in formato accessibile per ipovedenti e non vedenti le novità
librarie entro 48-72 ore dall'ingresso del corrispondente cartaceo nel
circuito
distributivo tradizionale.

Il decreto fissa anche il numero dei titoli da rendere disponibili nell'arco
di ogni anno: 2000 di autori italiani, 500 di autori stranieri, più 500
titoli
a richiesta degli utenti - cifre corrispondenti, secondo le stime
dell'Associazione
italiana Editori, al numero delle novità che giungono in un anno nelle
librerie più prestigiose.

TESTO DECRETO E MODULISTICA
(sono acclusi anche gli allegati da compilare per la partecipazione al
bando)

Ufficio Stampa - MiBAC
tel. 066723.2261 .2262
http://www.beniculturali.it/sala/dettaglio-comunicato.asp?
b)l'intervista di paolo pietrosanti a punto informatico

L'Italia sdogana per prima i libri accessibili
Roma - La bomba è esplosa: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli che potrà portare alla
digitalizzazione di massa delle opere librarie, in un'operazione pensata per agevolare i disabili visivi, che si traduce nell'impiego delle nuove tecnologie
per la diffusione della cultura. L'Italia è il primo paese al Mondo ad attivare un provvedimento di questo genere.

Si tratta di un bando di gara che sa di svolta: gli editori o detentori del diritto che si assicureranno i finanziamenti previsti potranno costituire l'avanguardia
di una evoluzione editoriale attesa da lunghissimo tempo. Alle novità da far uscire su carta, in libreria, si accompagneranno file digitali con l'opera,
in formati pronti all'uso per i disabili visivi. L'adozione delle nuove tecnologie, e una conversione industriale inevitabile quanto necessaria, consentiranno
a chi non vede e, più in generale, a chi ha difficoltà nell'accedere ai libri cartacei, di leggere comunque quelle opere.

"Non solo - spiega a Punto Informatico Paolo Pietrosanti, storico leader radicale e ispiratore del decreto - parliamo di opere inedite, di opere nuove.
Non parliamo di classici o di libri scelti a caso, parliamo dei duemila nuovi volumi di autori italiani ogni anno, quelli che finiscono nel circuito delle
grandi librerie". Lo prevede il decreto, che annuncia anche la digitalizzazione di 500 opere di autori stranieri all'anno più altre 500 opere su richiesta.

Il decreto pone le basi per la fine delle ostilità con quegli editori che non hanno abbracciato ancora la distribuzione digitale delle opere: pur essendo
prodotti da file digitali, i libri sul mercato rimangono ancora esclusivamente cartacei, obbligando non vedenti, dislessici, ipovedenti e altri disabili
a sottoporli faticosamente a scansione pagina per pagina per poter così produrre un file digitale. File da far leggere poi ai sistemi informatici di sintesi
vocale. L'attuale legge sul diritto d'autore consente ai non vedenti di sottoporre a scansione un libro per ottenerne il file, ma non permette loro di
scambiare quel file con altri disabili. "Se li scambi con qualcuno - sottolinea Pietrosanti - che questo qualcuno sia non vedente o meno non fa alcuna
differenza, commetti comunque un atto illegale. Se lo metti su una chiavetta diventi un fuorilegge". Ed è ovvio poi che moltissimi disabili formino comunità
di scambio, o diano vita ad iniziative di denuncia: carbonari dell'accesso costretti alla clandestinità pur di poter fruire della cultura.

Paolo Pietrosanti - Punto InformaticoUna questione dirompente per la quale proprio Pietrosanti si è battuto in varie sedi per anni: sostenuto anche dall'avvocato
Iuri Maria Prado, tra le altre rese celebre la battaglia per l'accessibilità informatica combattendo con i meccanismi tradizionali della produzione e della
distribuzione di un titolo di grande richiamo come Harry Potter. Ora il bando previsto dal decreto mette a disposizione i 3 milioni di euro già previsti
da un comma della Finanziaria 2007 voluto da Rutelli per procedere alla grande conversione. "Possiamo dire che si tratti di una innovazione fisiologica
- evidenzia Pietrosanti -, inevitabile per gli editori. Una innovazione che con questo decreto ci assicuriamo che avvenga nell'ottica dell'accessibilità
per tutti alla cultura".

Siamo dunque al giro di boa. Come ricorderanno i lettori di Punto Informatico la battaglia per il diritto all'opera digitale ha toccato le scuole, dove
gli ebook sono spesso guardati persino con sospetto, ha riguardato le riviste e persino i libri sui disabili. "Con questo decreto - spiega Pietrosanti
- ci possiamo assicurare che a 48 o 72 ore dall'uscita di un titolo anche noi lo si possa avere in formato digitale". In quale formato? Si parla di XML
o comunque di testo: deve essere un formato che possa essere facilmente letto e trasportato sui sistemi di riproduzione vocale utilizzati dai disabili
visivi, condicio sine qua non per l'accesso ai finanziamenti del bando.

Il bando invita gli editori a consorziarsi: possono partecipare tutti ma già nella domanda di ammissione ai finanziamenti è incluso un campo dedicato ai
consorzi. "I consorzi - spiega Pietrosanti - potrebbero agevolare gli editori che vi partecipino ed aumentare esponenzialmente la quantità di volumi digitalizzati".
Oltre alle novità editoriali vi potrebbero essere digitalizzazioni massive di interi cataloghi, lungamente attese dai non vedenti.

Quanto tempo ci vorrà prima che tutto questo si concretizzi nelle prime uscite in digitale? "Pochi mesi - dice Pietrosanti a Punto Informatico - anche
perché c'è terreno fertile. In questi mesi negli ambienti editoriali, con incontri e seminari di lavoro organizzati dall'AIE (l'associazione degli editori,
ndr), molto è stato già discusso. Molto si deve al ministro Rutelli, che ha voluto dare un'accelerazione portando l'Italia ad essere il primo paese su
questo fronte". "Rutelli - conclude Pietrosanti - è stato il primo ministro dei Beni culturali ad aver dato vita ad una commissione cultura accessibile
che ha portato a linee guida davvero notevoli per l'accessibilità del patrimonio culturale e artistico italiano ai disabili. In questo attenzione costruttiva
rispetto alla disabilità ecco che anche la accessibilità ai libri è ovviamente entrata, e visto che è tema caldo, molto caldo, oggi ha più visibilità".
"Una grande iniziativa di cui il nostro Paese deve essere fiero - ha peraltro dichiarato ieri lo stesso Rutelli - perché vanta il primato assoluto mondiale.
Una trasformazione radicale dell'uso delle tecnologie che finalmente vengono applicate anche a quella parte di cittadini affetti da disabilità fisica.
E questo è il risultato dell'impegno profuso per facilitare l'accessibilità all'arte e alla cultura a queste persone".

Il decreto in formato PDF è accessibile qui comprensivo della modulistica.

Paolo De Andreis

***
da il sole 24 ore del 09\04\2008.

Libri digitali per non vedenti
09-04-2008
Il Sole 24 Ore

Beni culturali. Novità editoriali disponibili anche su file

di Antonello Cherchi

ROMA. Le principali novità editoriali saranno disponibili anche per i non vedenti e gli ipovedenti. Potranno, infatti, essere rese accessibili attraverso
la trasformazione del libro scritto in testo digitale, in modo che i non vedenti possano, attraverso particolari programmi, leggere i file sul loro personal
computer e gli ipovedenti possano ingrandirne e contrastarne i caratteri, rendendolo così accessibile.
Si tratta di tecnologie già operative, che però le case editrici potranno ora divulgare in modo sistematico usufruendo dei 2,7 milioni di euro che il ministero
dei Beni culturali mette a disposizione per finanziare progetti ad hoc. I fondi, stanziati nel settembre 2007, sono diventati accessibili perché il ministero
ha fissato - con il decreto 18 dicembre 2007, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale » 82 del 7 aprile - i criteri per la loro assegnazione.
Possono farsi avanti le case editrici ma anche altri soggetti. Si può presentare un solo progetto a testa, ma è prevista la possibilità di iniziative in
forma congiunta. La domanda, da formulare secondo il modello predisposto dal ministero e allegato al decreto, deve essere inviata alla direzione generale
per i Beni librari e gli istituti culturali, a Roma, entro il 7 maggio. Le richieste saranno poi vagliate da una commissione che sarà istituita per l'occasione
e che ne valuterà sia l'ammissibilità formale sia la qualità tecnica e che potrà selezionare anche una sola proposta.
I progetti dovranno garantire sia la trasformazione di prodotti editoriali già sul mercato sia la creazione e riproduzione di testi nuovi in modalità accessibili
ai non vedenti e agli ipovedenti. Dovranno, inoltre, consentire la catalogazione, la conservazione e la distribuzione dei testi così concepiti.
Saranno presi in considerazione progetti di durata non superiore a due anni che, inoltre, assicurino la possibilità di mettere a disposizione, entro 72
ore dall'uscita sul mercato del corrispondente cartaceo, almeno 3mila titoli nuovi l'anno, di cui 2mila relativi ad autori italiani, 500 a scrittori stranieri
e altri 500 su richiesta dei disabili.
Si dovrà, inoltre, garantire la distribuzione dei file, riversati in supporti fisici, attraverso il servizio postale, mediante una raccomandata espresso
o altre modalità che rispondano alle esigenze degli utenti. Il progetto dovrà anche assicurare la possibilità di usare i testi digitali per la realizzazione
di prodotti diversi, come la stampa braille.
«Si tratta - ha commentato ieri il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli - di una grande iniziativa di cui il nostro Paese deve essere fiero perché
vanta il primato assoluto mondiale».

PROGETTI IN ARRIVO
Stanziati 2,7 milioni per garantire l'accesso a un minimo di 3mila titoli ogni anno, attraverso particolari programmi
***
c)articolo su la nuova sardegna
"editori, pubblicate in digitale!".
PressVisione anno VII / n. 267

«Editori, pubblicate in digitale»
13-04-2008
La Nuova Sardegna

Appello delle associazioni di ciechi e ipovedenti: libri sardi non solo di carta.
Bachisio Zolo: «Lo Stato stanzia risorse destinate all'utilizzo dei formati per Pc»

di Federico Sedda

NUORO. Appello agli editori sardi: «Pubblicate i vostri libri in formato digitale, fate in modo che i ciechi e gli ipovedenti possano avere accesso anche
alla cultura sarda attraverso la lettura del computer. Ora la legge lo permette: sono disponibili appositi contributi all'editoria».
È Bachisio Zolo, non vedente e direttore dello Ierfop (istituto per la formazione dei disabili), a lanciare il messaggio agli editori della Sardegna. A
spingerlo è il decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 7 aprile scorso che mette a disposizione oltre due milioni e mezzo di euro in ambito nazionale.
Il decreto è del 18 dicembre 2007 ed è stato firmato dal ministro per i Beni e le Attività culturali, Francesco Rutelli.
«Diversi editori - spiega Zolo - pubblicano già in formato digitale e questo permette ai non vedenti di avvicinarsi al testo senza mediazioni.. Nella maggior
parte dei casi non succede e a noi non resta che scannerizzare i libri di carta e trasformarli in digitali. Ma è un'operazione complicata. Con i nuovi
incentivi, gli editori potranno pubblicare direttamente in digitale. I libri, peraltro, non potranno costare più di 9,90 euro».
I ciechi e gli ipovedenti, dunque, potranno leggere le novità editoriali non più solo in braille, ma direttamente sul loro personal computer. In questo
modo i non vedenti potranno avere accesso alla maggior parte dei libri di nuova edizione e non più solo a quei pochi "tradotti" nella scrittura braille.
Il progetto finanziato dal ministero assicura la possibilità di mettere a disposizione, entro tre giorni dall'uscita del libro sul mercato, almeno tremila
titoli nuovi all'anno, di cui duemila di autori italiani, cinquecento di scrittori stranieri e altri cinquecento su richiesta degli interessati. Cifre
corrispondenti, secondo le stime dell'Associazione italiana editori, al numero delle novità editoriali che giungono ogni anno nelle librerie più prestigiose.
«Si tratta di una novità assoluta e di grande importanza - sottolinea Bachisio Zolo - Il computer leggerà i testi per i non vedenti, mentre gli ipovedenti
potranno ingrandire e contrastare i caratteri a seconda della necessità visiva».
Una vera e propria rivoluzione tecnologica, insomma, sul cammino dell'integrazione culturale dei ciechi. L'Italia - spiega il direttore dello Ierfop -
è il primo paese al mondo che decide di favorire la produzione dei libri anche in formato digitale accessibile ai disabili visivi. I fondi stanziati dal
decreto ammontano esattamente a duemilioni e 750mila euro. La distribuzione dei file potrà avvenire anche tramite il servizio postale. Bachisio Zolo conclude
ribadendo l'invito all'editoria sarda: pubblicate i vostri libri in digitale.