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Arriva il video-dizionario aperto a tutti

da Chiara Valena
su incensuraty
23\09\2008, h. 12.32.

Arriva il video-dizionario aperto a tutti

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Si chiama Wordia ed è un vocabolario un po' video e un po' vecchio stile, aperto al contributo degli utenti

«Pensa a un termine che per te ha un significato particolare, prova a descriverne il senso e poi realizza un video, spiegando l'accezione di quella parola»:
questo è l'appello del sito di Wordia, un progetto aperto e dal basso di ri-definizione del linguaggio, con l'obiettivo dare alla lingua inglese (per il
momento) una vitalità che non potrebbe essere chiusa in un tradizionale dizionario.

WORDIA - Addio al vecchio dizionario cartaceo dunque e addio anche al vocabolario solo testuale: l'ultima frontiera del glossario è multimediale e, come
si usa ormai dire, user generated (generato dagli utenti). Si chiama «Wordia» ed è un
progetto lanciato la scorsa settimana in Inghilterra
dal produttore Edward Baker e da Michael Birch, fondatore del social network per studenti
Bebo
e padre di altri progetti, come
playfire.com
e come
Mystore.com.

DIZIONARIO MULTIMEDIALE - Birch si dice poco soddisfatto dai normali dizionari cartacei, di qui l'idea di aggiornarli e completarli con un video online.
Ciascun utente può caricare la video-definizione che vuole, è sufficiente condividere il filmato su YouTube e l'unica condizione è l'approvazione finale
da parte della redazione, che si riserva un ruolo di filtro. Ce ne sono di divertenti e di stravaganti e accanto ogni video è riportata anche la definizione
testuale di Harper&Collins.

LA PRESENTAZIONE - Il debutto ufficiale di
Wordia
è stato suggestivo e fortemente simbolico: in quella che fu la casa del dottore Samuel Johnson, fondatore del primo dizionario della lingua inglese (e
pioniere
in molte pubblicazioni), Wordia è stato presentato al pubblico con un archivio già molto ricco di 76 mila parole e 120 mila definizioni, compresi una serie
di video-definzioni realizzate tra la gente da Edward Baker in occasione del Festival di Edimburgo. .
Si chiama Wordia ed è un vocabolario un po' video e un po' vecchio stile, aperto al contributo degli utenti

«Pensa a un termine che per te ha un significato particolare, prova a descriverne il senso e poi realizza un video, spiegando l'accezione di quella parola»:
questo è l'appello del sito di Wordia, un progetto aperto e dal basso di ri-definizione del linguaggio, con l'obiettivo dare alla lingua inglese (per il
momento) una vitalità che non potrebbe essere chiusa in un tradizionale dizionario.

WORDIA - Addio al vecchio dizionario cartaceo dunque e addio anche al vocabolario solo testuale: l'ultima frontiera del glossario è multimediale e, come
si usa ormai dire, user generated (generato dagli utenti). Si chiama «Wordia» ed è un
progetto lanciato la scorsa settimana in Inghilterra
dal produttore Edward Baker e da Michael Birch, fondatore del social network per studenti
Bebo
e padre di altri progetti, come
playfire.com
e come
Mystore.com.

DIZIONARIO MULTIMEDIALE - Birch si dice poco soddisfatto dai normali dizionari cartacei, di qui l'idea di aggiornarli e completarli con un video online.
Ciascun utente può caricare la video-definizione che vuole, è sufficiente condividere il filmato su YouTube e l'unica condizione è l'approvazione finale
da parte della redazione, che si riserva un ruolo di filtro. Ce ne sono di divertenti e di stravaganti e accanto ogni video è riportata anche la definizione
testuale di Harper&Collins.

LA PRESENTAZIONE - Il debutto ufficiale di
Wordia
è stato suggestivo e fortemente simbolico: in quella che fu la casa del dottore Samuel Johnson, fondatore del primo dizionario della lingua inglese (e
pioniere
in molte pubblicazioni), Wordia è stato presentato al pubblico con un archivio già molto ricco di 76 mila parole e 120 mila definizioni, compresi una serie
di video-definzioni realizzate tra la gente da Edward Baker in occasione del Festival di Edimburgo. .