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guida contro le discriminazioni ai disabili

notizia postata da Giuseppe Fornaro
su incensuraty, 27\09\2008,

"Guida operativa contro le discriminazioni delle persone con disabilità": l'iniziativa
dell'Anffas

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Redatta dal comitato scientifico dell'associazione, vuole essere uno
strumento utile per genitori, associazioni e operatori giudiziari sulla
legge a tutela
delle persone con disabilità vittime di discriminazione. Informa su come
operare in caso di situazioni di potenziale (o conclamata) discriminazione
della
persone con disabilità, indicando le operazioni da compiere a tutela e la
sanzione a carico dell'autore della discriminazione.

PALERMO - La guida, redatta dal comitato scientifico dell'Anffas diretto
dalla presidente Gabriella D'Acquisto - vuole essere uno strumento utile per
genitori,
associazioni e operatori giudiziari sulla legge a tutela delle persone con
disabilità vittime di discriminazione.

Informa su come operare in caso di situazioni di potenziale (o conclamata)
discriminazione della persone con disabilità, indicando le operazioni da
compiere
a tutela e la sanzione a carico dell'autore della discriminazione.

"Subire una discriminazione non è colpa di un modo di essere della vittima,
ma della meschinità di un modo di fare del soggetto agente colpevole. E se
non si denuncia la violenza subita, non può pretendersi che simili fatti
vengano stigmatizzati e puniti dalla società - si legge nella guida -.
Insomma,
non è corretto discriminarsi (due volte) nel sottacere la condotta
discriminatoria subita senza rivendicarne tutela e pretenderne sanzione. E
non già per
spirito di vendetta, ma per quello più profondo e democratico di giustizia".

"Si avverte una certa "preoccupazione" (se non persino ritrosia) verso il
concetto di discriminazione anche da parte delle stesse persone con
disabilità
(potenziali beneficiari). - dice Giovanni Provvidenza, Consigliere Anffas
onlus Sicilia - Visto che, infatti, dal 2006 (data di promulgazione della
legge
che tutela dalle discriminazioni) ad oggi, nessun provvedimento
dell'autorità giudiziaria risulta emanato ai sensi di questa normativa, mi
risulta difficile
credere che nessuna persona con disabilità sia stata mai vittima di
discriminazione negli ultimi due anni. Dire, sapere o denunciare di essere
stati discriminati,
insomma, pare che determini nella persona con disabilità (e nei suoi
familiari) la stessa preoccupazione e ritrosia che determinava nella donna
il denunciare
la violenza sessuale subita".

"Il lavoro, così, è una guida operativa finalizzata ad una maggiore
consapevolezza della materia, ad indurre un maggior coraggio nel non subire
tacitamente
e nel non ritenersi soli o confusi innanzi al da farsi. - dice l'avv-
Francesco Marcellino - La meschinità colpisce laddove sussiste solitudine e
confusione.
La consapevolezza e la conoscenza rappresentano, invece, uno strumento di
tutela personale e di diffusione della cultura del rispetto e
dell'uguaglianza".

Nella guida vengono elencate in maniera dettagliata tutte le tipologie di
discriminazione in violazione del principio di parità di trattamento. "Si ha
discriminazione diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una
persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia stata o sarebbe
trattata
una persona non disabile in situazione analoga. Si ha discriminazione
indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un
patto o un
comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in
una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone. - riporta la guida -
Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei
comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla
disabilità,
che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero
creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi
confronti.
Nel momento in cui avviene un fatto, che si ritiene poter essere
"potenzialmente" discriminatorio o rilevante ai sensi della l. 67/06,
occorre analizzare
tra quali delle ipotesi esso possa rientrare".

"La Guida non intende approfondire tematiche "tecniche" per questo motivo
non approfondisce il procedimento giudiziario di tutela. - si legge ancora
nella
guida - Risulta importante, invece - soprattutto in uno spirito di tutela e
collaborazione con l'eventuale avvocato che si prodiga nello svolgimento del
ruolo difensivo della vittima - approfondire il tema della "prova" della
discriminazione subita da fornire al Giudice. Occorrerà, quindi, non solo
raccontare
il fatto nella veridicità degli accadimenti storici verificatisi ma
manifestarlo con precisione e concordanza di particolari e secondo la
gravità di esso".

Una trattazione a parte ha anche la cosiddetta discriminazione ambientale.
"Difficoltà considerevoli, infatti, potrebbero sorgere nel dare la prova di
quella che definisce la "Discriminazione ambientale". Ovvero quella
discriminazione legata all'ambiente di intimidazione, di umiliazione e di
ostilità
creata verso la persona con disabilità. Questa condizione è quella più
subdola e lesiva per la vittima che la patisce e che si caratterizza più
gravemente
per essere compiuta nei confronti di una persona che ha limitate possibilità
di difesa e reazione. - si legge - La discriminazione ambientale, d'altra
parte, ancor prima di essere un tema giuridico è un problema di cultura e di
maturità della società. Forse nemmeno un tema di sensibilità e di
solidarietà,
ma semplicemente di rispetto per sé come di rispetto per gli altri
(indipendente dalle distinzioni di condizioni personali e sociale).
Ovviamente è in
questo ambito che l'opera di aiuto e sostegno della famiglia, del mondo
dell'associazionismo e degli operatori giudiziari deve essere più presente e
professionale".
(Serena Termini)

(SuperAbile)