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CON CHROME IL WEB CAMBIERA' FACCIA?
tre articoli sul brouser della google
primo articolo
Ed ora, un po' di pubblicità
:GOOGLE LANCIA BROWSER CHROME E SFIDA MICROSOFT
notizia ansa del 02\09\2008, h. 20.44.
ROMA - Si chiama 'Chrome' e potrebbe rivoluzionare il modo con cui oggi navighiamo in Internet. E' il nuovo browser lanciato da Google in oltre 100 Paesi,
in versione beta, il primo ad essere realizzato da un motore di ricerca. Un passo importante, con il quale Google rilancia di fatto la sfida con Microsoft.
E c'é già chi rievoca le "guerre dei browser" degli anni Novanta. "Chrome" è innovativo a partire anche dal modo con cui si presenta. Per spiegarne le
nuove caratteristiche e funzionalità, infatti, i suoi realizzatori hanno pensato bene di utilizzare un fumetto. In quasi quaranta tavole, scritte dal Google
Chrome Team e disegnate da Scott McCloud, viene fuori la promessa di uno strumento stabile e sicuro per navigare in Internet.
Uno strumento innovativo, totalmente open source, che si avvale di tutti i punti di forza di Google, primo fra tutti quello dei meccanismi automatici del
motore di ricerca per testare le funzionalità e scoprire gli eventuali "bug", sfruttando i dati archiviati e continuamente aggiornati di miliardi di pagine
web. Il nuovo browser, promettono dalla pagine del Blog ufficiale di Google Sundar Pichai e Linus Upson, rispettivamente vice presidente del Product Management
ed Engineering Director di Google, "é veloce e pulito, come la classica pagina di ricerca di Google. Ma sotto la superficie siamo stati in grado di costruire
le fondamenta di un browser che funziona meglio con le complesse applicazioni web che esistono oggi".
"Chrome" è un navigatore a schede, ma assomiglia molto a un sistema operativo. Il browser, infatti, utilizza un sistema che si può già trovare nell'ultima
versione di Microsoft Explorer e soprattutto in quella di Mozilla Firefox. Google ha infatti collaborato con Mozilla ad alcune specifiche tecniche di Firefox
3. Ma con Chrome, Google afferma di essere andata avanti, implementando una struttura multi-processo che isola ogni scheda di navigazione in un processo
completamente autonomo e trasparente, che una volta chiuso non lascia 'code' indesiderate nel computer. Ogni scheda inoltre utilizza un sistema di protezione
di scrittura sul computer, che previene anche letture indesiderate di dati personali. Le schede sono anche dotate di un loro "task manager" che permette
di individuare ed eventualmente chiudere ogni "plug-in" indesiderato o dannoso presente nei siti visitati. Il nuovo browser implementa anche nuovi livelli
di difesa contro 'phishing' e codici 'maligni': Chrome può contare su una lista continuamente aggiornata di siti pericolosi, un servizio gratuito messo
a disposizione di tutti gli internauti. Per quanto riguarda la navigazione "Chrome" introduce e migliora la "url box", ovvero casella di navigazione dove
si scrive l'indirizzo Internet del sito che si vuole visitare, che viene ribattezzata "omnibox" e dotata di "suggerimenti", oltre che della memoria dei
siti visitati e di una funzione di completamento "intelligente", un po' meno invasiva rispetto a quelle attualmente già disponibili nei browser più recenti.
Google Chrome è però ben al di là dall'essere completo, come fanno notare Pichai e Upson nel blog aziendale, e la sua forza risiede proprio nel suo codice
open source, un codice al quale possono accedere e contribuire tutti.
"Abbiamo rilasciato questa versione beta per aprire la discussione" dicono, annunciando di essere al lavoro sulle versioni per Mac e Linux. "Il web migliora
con maggiori opzioni e l'innovazione. Google Chrome - concludono - è un'altra opzione e speriamo che possa contribuire a rendere il web ancora migliore".
***
con chrome il web cambierà faccia?
da il sole 24 ore del 04\09\2008
Il debutto di Chrome è avvenuto, la versione beta del "G-browser" per
Windows - quella per computer Mac e Linux arriverà nei prossimi mesi - è
disponibile per il download in 100 Paesi e oltre 40 lingue e c'è già
qualcuno che ipotizza quanti saranno coloro che lo scaricheranno sul proprio
pc nei prossimi giorni. Una corsa alla novità tecnologica, nel giorno del
suo rilascio, che sta diventando sempre più frequente, da Windows Vista
all'iPhone per arrivare a Firefox. Già, Firefox. Il browser open source di
Mozilla è il protagonista ombra dell'ennesimo exploit della società
californiana: prima di Chrome era suo il software che poteva dare fastidio a
Microsoft e al suo Internet Explorer, che trovava il consenso di quegli
utenti in cerca di qualcosa di più "pratico" e con meno fronzoli per
navigare in Rete. Con l'avvento di Chrome, la cui missione è in sostanza
quella di combinare una semplice interfaccia utente con una sofisticata
tecnologia, cambiano le carte in tavola non solo nell'ambito della guerra
dei browser ma sull'intero scacchiere del Web. Perché a "inventarsi" Chrome
è Google, e Google è la società che ha in mano il pallino dei motori di
ricerca e che ha nel suo arco servizi e strumenti Web (dalle mappe alla
pubblicità on line) come nessun altra compagnia al mondo.
Quando Sundar Pichai, Vice President Product Management di Google, spiegava
ieri la genesi e soprattutto le finalità del nuovo browser forse in molti
devono aver pensato ai tempi in cui sui desktop di milioni di utenti
appariva più frequentemente l'iconcina di Netscape Navigator anziché quella
di Internet Explorer. Eravamo nella prima metà degli anni '90, agli albori
del Web. Oggi, poco più di 10 anni dopo, è cambiato il modo in cui si
intende e utilizza il Web. E Google ha fatto proprio questo principio con
famelica autorità. Chrome è stato creato per il Web di oggi e per le
applicazioni di domani, per semplificare la ricerca di informazioni e
contenuti e la navigazione on line, per portare rapidamente gli utenti dove
vogliono andare, per consentire loro di collaborare con amici e colleghi
attraverso l'e-mail e altre applicazioni dinamiche e di fruire di video,
musica e molto altro. Chrome non è un semplice software per consultare le
pagine Web ma una vera e propria piattaforma, una sorta di sistema operativo
aperto alla comunità open source (che Google ha ribadito essere una
componente fondamentale di questo progetto) e finalizzato alle attività di
comunicazione e intrattenimento del Web 2.0. Il salto in avanti è evidente,
si tratta ora di capire se le novità che il nuovo browser porta in dote si
riveleranno utili e in grado di migliorare la navigazione degli utenti
comuni. Se aprirà in effetti nuovi orizzonti per gli sviluppatori. Se
esorterà Microsoft a cambierà in corsa i piani del suo prossimo Explorer. In
Mozilla, che ricordiamo essere un partner strategico per Google - Mountain
View è main sponsor delle attività di sviluppo e in cambio è il motore di
ricerca di default di Firefox - hanno accolto Chrome con filosofia. Il Ceo
John Lilly ne ha parlato come un qualcosa di "inevitabile", considerato il
fatto che il business di Google è al 100% Web oriented. Lo stesso Lilly si
dice però confidente che porterà nuovi stimoli competitivi sul mercato senza
compromettere le finalità dei progetti open source che fanno capo a Mozilla
Foundation. Google, in altre parole, vuole massimizzare la sua presenza come
operatore a tutto tondo del Web e per farlo doveva farsi in casa anche il
browser, sebbene finanzi un prodotto (Firefox) che non può non essere
considerato il primo diretto concorrente di Chrome. Ma in Mozilla si possono
consolare, almeno fino al 2011, con le decine di milioni di dollari che
arrivano nelle sue casse via Google e con le commissioni legate alle
attività di search effettuate all'interno del suo browser sull'engine della
società californiana.
Microsoft, il sistema operativo e la guerra nei browser
Come hanno invece preso a Redmond l'annuncio di Chrome? Dean Hachamovitch,
General Manager di Internet Explorer, l'ha messa in questi termini: il
panorama dei browser è altamente competitivo ma le persone che utilizzeranno
Internet Explorer 8 sappiano che avranno a disposizione servizi su misura
con un semplice click e uno strumento che li metterà nelle condizioni di
controllare i loro dati personali on line e di scegliere le modalità di
navigazione come nessun altra tecnologia di browsing al mondo. In Microsoft
vedono quindi la mossa di Google come un attacco al proprio dominio - nei
browser e nondimeno nei sistemi operativi - ma sono anche convinti di essere
in una botte di ferro sotto il profilo tecnologico. Il punto però è un
altro: la fortuna di Explorer è legata a filo doppio a Windows - il browser
è una componente dell'Os - mentre Chrome si fa portabandiera di una nuova
generazione di piattaforme Web, che prevedono la navigazione nella Rete come
una delle tante applicazioni a portata di mano dell'utente, al pari della
posta elettronica, dei player multimediali, dei programmi di scrittura e di
molto altro. Sia dal computer (desktop o portatile) che dal cellulare,
quando l'ecosistema Android sarà pronto. Ed è in particolare quest'ultima
possibilità che probabilmente farà venire qualche forte mal di testa
aggiuntivo ai vertici di Microsoft, che già devono fare i conti con il
browser Safari dell'iPhone (oltre che con la svolta open source operata da
Nokia con la nuova Symbian).
Con Chrome, questo è il fatto certo, Google si mette in corsa con Microsoft,
Mozilla e Apple nella ristretta arena dei browser per Internet. Internet
Explorer oggi domina la scena con una quota di mercato superiore al 70% e
solo Firefox è riuscita (anche grazie al boom di download della versione 3)
a rubargli spazi, catturando oggi poco meno del 20% degli utenti Web. Safari
è accreditato del 6% della torta e per tutti gli altri (Opera, Mozilla,
Netscape) rimangono solo bricioline. Dove può arrivare Chrome? Dipenderà da
quanta fame avrà Google?
Sarebbe interessante provarlo, ecco il link per chi lo vuole scaricare
http://www.google.com/chrome/intl/it/features.html
***
terzo articolo
chrome è nato con il peccato originale
www.webnews.it
Chrome è nato con il peccato originale. A pochissime ore dal lancio,
> infatti, il browser è già stato colto in fallo con una vulnerabilità grave
> e
> tale da aprire le porte ad un possibile attacco di massa. Le circostanze
> sono infatti le peggiori: la vulnerabilità è nota da tempo, il che
> presuppone sufficiente esperienza nelle mani di eventuali malintenzionati;
> il browser è novello e l'abitudine all'uso non è ancora tale da garantire
> una sufficiente protezione "psicologica" di fronte ad un eventuale
> mascherato attacco; il browser è promosso fin dalla homepage di Google, il
> che indica la possibilità di un download di massa fin dalla prima ora.
> Così come in giugno Microsoft avvertì la propria utenza dei pericoli
> insiti
> in Safari, è presumibile ora che Microsoft possa intervenire per
> richiamare
> l'attenzione sui pericoli di Chrome. La vulnerabilità, infatti, è
> esattamente la stessa, derivante dalla vecchia versione di Webkit su cui
> tanto Safari quanto Chrome sono basati. Safari in seguito ha risolto il
> proprio problema, mentre per Chrome la "via crucis" inizia solo oggi (le
> varie settimane di vantaggio costituiscono però una sicura aggravante). La
> vulnerabilità, infatti, era nota da mesi e sarebbe stata sicuramente cosa
> opportuna anteporre la risoluzione del baco alla distribuzione del primo
> installer.
>
> «L'attacco può essere portato a termine portando l'utente a visitare un
> sito
> web che possa avviare il download maligno e l'esecuzione successiva»:
> dicesi
> "carpet bombing", vulnerabilità scoperta in Safari da Nitesh Dhanjani e
> riscoperta in Chrome da parte di Aviv Raff il quale ha portato online
> anche
> un proof-of-concept dimostrativo. L'elemento in comune tra il vecchio
> Safari
> ed il nuovo Chrome è il WebKit 525.13, modulo corretto in Safari a partire
> dalla versione 3.1.2.