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A PROPOSITO DEL PARAGRAFO
carlo loiodice /giuseppe di grande su videoscrittura,a decorrere da 05\09\2008, h. 12.17.
Ed ora, un po' di pubblicità
:(omissis)
Come primo atto di adesione all'iniziativa di Giuseppe, ho pensato di cimentarmi con un argomento test: il paragrafo.
La definizione di "paragrafo" ormai in uso fra chi scrive al computer consiste nella porzione di testo compresa fra due ritorni a capo,e in realtà, assomiglia
solo vagamente alla definizione che ne danno i dizionari classici; per esempio il De Mauro:
pa|rà|gra|fo
s.m.
CO
1a ciascuna delle parti in cui sono suddivisi i capitoli di un'opera (abbr. par.)
1b segno grafico che contrassegna tale parte di uno scritto
2a TS paleograf., negli antichi papiri greci dell'età ellenistica, segno d'interpunzione, consistente in una lineetta fra due righe di scrittura, per segnalare
un'interruzione del testo
2b TS paleograf., nei codici medievali, segno che metteva in evidenza titoli, paragrafi, ecc. o che indicava una divisione nel testo
3 TS sport, nel pattinaggio artistico su ghiaccio, una delle 17 figure obbligatorie di scuola, consistente in un tracciato simile a due cerchi vicini,
che si esegue prima su un piede poi sull'altro
Teniamo pure queste definizioni come valide su un piano di cultura generale; ma ci renderemo conto, parlandone, che è meglio lasciarle da parte.
Se infatti vero è che il paragrafo è l'unità inferiore nella quale possiamo scomporre un capitolo, allora il titolo dovrebbe essere fuori dall'idea di
paragrafo, oppure i titoli dei paragrafi dovrebbero essere considerati un tutt'uno con il relativo testo. Vedremo che nella videoscrittura non si ragiona
così.
Ah, dimenticavo! Io parlo di Word. Sto usando la versione 2003 di Office e al momento ignoro come stiano le cose nella versione 2007. Tuttavia qui parlo
sostanzialmente di concetti. Nei menu le cose potrebbero cambiare di posto o di nome, ma non cambierebbe la sostanza.
Dunque, il paragrafo. A cosa mi riferisco quando ne parlo? Apriamo il menu formato paragrafo - alt,o,f - e ci troviamo dinanzi ad una finestracon due pagine:
1. Rientri e spaziatura
2. distribuzione testo.
Andiamo nella prima e, per ragioni di convenienza espositiva, cominciamo dal secondo campo: "Livello struttura". Trattandosi di una casella combinata,
la percorriamo con le frecce. Troviamo dieci livelli, di cui uno si riferisce al corpo del testo. Quest'ultimo riguarderà la maggior parte del documento
già redatto o da redigere, mentre gli altri si riferiscono alla struttura del documento.
Tanto per darci delle arie, immaginiamo di essere Dante Alighieri che ha finito di scrivere l'ultima terzina del Paradiso e ora si accinge a farne una
copia per l'editore.
Per prima cosa il titolo. Ricordando che lui la chiamò semplicemente "Commedia", portiamoci con il cursore sulla relativa riga. Essendo il titolo dell'intero
"documento" - perdonami padre Dante se chiamo documento il tuo poema! - gli assegneremo il livello 1. Andremo quindi sul titolo "Inferno" e gli daremo
il livello 2; cosa che faremo anche con i paragrafi "Purgatorio" e "Paradiso".
Com'è noto, ciascuna delle tre cantiche è divisa in canti numerati. A ciascuno di essi, ai relativi titoli s'intende, assegneremo il livello 3.
A questo punto non spaventatevi. Non è che dovremo andare a dare il livello a tutti i versi del poema! Per default, ad essi Word applica il livello "corpo
del testo".
Ciò che abbiamo fatto ha ovviamente delle conseguenze, che per adesso non siamo in grado di apprezzare, poiché ci sono tanti altri parametri da impostare.
Prendiamo il titolo di livello 1. E' il titolo dell'opera e supponiamo debba essere scritto in un bel carattere grande, ecc. Lasciamo perdere il discorso
del carattere, di cui parleremo magari un'altra volta.Ma diciamo che, per la sua importanza e la sua visibilità, un titolo deve presentarsi in evidenza
al centro della riga.
Chi, prima che col computer, scriveva a macchina, dava ad inizio riga un certo numero di spazi fino a che il titolo risultava centrato rispetto alla riga.
C'è ancora chi lo fa e solo per questo si meriterebbe una trentina di nerbate. Parlo a nome del povero editor, il quale, al mometo opportuno, deve fare
manualmente pulizia nel documento di tutti gli spazi e i marcatori di paragrafo impropriamente digitati.
Nella finestra di dialogo del paragrafo sopra citata, il primo campo consente la scelta dell'allineamento:
- a sinistra (il più comune e naturale per un testo),
- centrato (il programma lascia spazio bianco in egual misura a sinistra e a destra),
- a destra (lo spazio residuo della riga viene lasciato interamente sul lato sinistro),
- giustificato (il programma gioca sugli spazi fra le parole in modo che le righe risultino allineate su entrambi i lati).
Diciamo in sintesi che l'allineamento a sinistra è quello comune per documenti ordinari, quello giustificato è usato in tutte le pubblicazioni a stampa,
i titoli vanno centrati e sulla destra si possono allineare cose particolari come un indirizzo o una data.
Se ne dovrà riparlare.
Mi fermo qui perché come test preliminare mi pare possa andare. E comunque sul problema del paragrafo, essendoci tanto da dire, penso che ritornerò presto.
giuseppe di grande
(omissis)
L'argomento è ottimo. Il paragrafo è un aspetto della scrittura per cui mi
sono posto e mi pongo delle domande.
Ciò che hai spiegato vale anche per gli utenti del mio software: con qualche
nota riferita alla prossima versione, possono applicarle allo stesso modo.
In termini di scrittura, so che il paragrafo termina quando termina un
discorso. Uso discorso in questi termini:
2 TS ling., enunciato che si articola in frasi o in periodi concatenati.
(Dal De Mauro)
In un romanzo i livelli espositivi cambiano, lo scrittore non rimane mai su
uno stesso discorso. Pensate quanto sarebbe noioso che chi narra il cammino
di un uomo che percorre una strada, lo facesse solo e soltanto in termini
introspettivi. Ogni tanto la narrazione andrà agli aspetti psicologici di
ciò che sta pensando quell'uomo, ed è un discorso. Invio, fine paragrafo, a
capo. Il discorso cambia perché l'uomo si accorge di ciò che gli sta
attorno. Quando termina la descrizione di ciò che osserva, magari si
sofferma sul nome della strada rievocando il passato. Il discorso termina,
fine paragrafo. Inizia la narrazione con flashback di ciò che quella strada
era in passato. Eccetera, eccetera.
Quindi ogni fine discorso viene accompagnato dal fine paragrafo. Un
paragrafo termina quando si batte Invio. Nota: lasciamo stare tutta la
formattazione sbagliata di tutti i libri che abbiamo in solo testo.
Però all'interno dello stesso discorso a volte si ha la necessità di
terminare un periodo e, pur restando nello stesso discorso, andare a capo.
Questa circostanza qui si chiama interruzione di linea. Se il paragrafo per
la videoscrittura si termina con un secco Invio, l'interruzione di linea si
ha premendo Shift+Invio. Il cursore andrà si a capo, ma tecnicamente saremo
ancora dentro lo stesso paragrafo.
Questa distinzione tra linea e paragrafo in videoscrittura è
importantissima. Le proprietà che un paragrafo può avere sono molteplici.
Andando un po' avanti rispetto alle proprietà che Carlo ha descritto, nella
stessa finestra troveremo altre due caratteristiche, oltre ai rientri,
legate al paragrafo: l'interlinea e la spaziatura.
L'interlinea si riferisce sempre alla spaziatura interna delle linee di un
paragrafo.
La spaziatura, superiore o inferiore, si riferisce alla distanza tra
paragrafi.
Avete presente quando si da un invio in più per lasciare uno spazio tra una
linea e l'altra? Bene, in videoscrittura sarebbe meglio non darne, perché ci
sono queste due proprietà che, per chi fa videoscrittura in modo
professionale, sostituiscono totalmente e con maggiore efficienza
l'immissione di linee vuote.
carlo loiodice
----- Original Message -----
From:
Carlo Loiodice
Giuseppe.
... Però all'interno dello stesso discorso a volte si ha la necessità di
terminare un periodo e, pur restando nello stesso discorso, andare a capo.
Questa circostanza qui si chiama interruzione di linea. Se il paragrafo per
la videoscrittura si termina con un secco Invio, l'interruzione di linea si
ha premendo Shift+Invio. Il cursore andrà si a capo, ma tecnicamente saremo
ancora dentro lo stesso paragrafo.
Carlo.
Qui però sorge un problema che non so risolvere.
Se io do shift+invio, ottengo un a capo forzato senza che ciò significhi
fine di paragrafo. Senonché, se poi scelgo un allineameto giustificato, può
accadere una cosa orribile. Se nella riga interrotta in questo modo ci sono
solo tre parole, esse occuperanno l'intera riga, separate da spazi
chilometrici...
Per questo eviterei di far coincidere i concetti della linguistica con
quelli della videoscrittura. La quale talvolta ci mette a disposizione
soluzioni anche migliori di quelle concepite sin quida chi ha scritto con
strumentazione meno adattabile del pc.
giuseppe di grande
> Carlo.
> Qui però sorge un problema che non so risolvere.
> Se io do shift+invio, ottengo un a capo forzato senza che ciò significhi
> fine di paragrafo. Senonché, se poi scelgo un allineameto giustificato,
> può
> accadere una cosa orribile. Se nella riga interrotta in questo modo ci
> sono
> solo tre parole, esse occuperanno l'intera riga, separate da spazi...
Giuseppe:
Se fosse così comunque accadrebbe sia con una interruzione di paragrafo
(invio) sia con una interruzione di linea (shift+invio). I paragrafi,
indipendentemente dalla loro dimensione, si adattano al foglio in cui
vengono stampati, o visualizzati. Magari quelle tre parole finali di
paragrafo o di linea se si stampano in un a4, in un a5 sicuramente sarebbero
contenute in una linea con più caratteri.
Questo però per un software di videoscrittura non è un problema, perché,
quando si utilizza lo stile giustificato, il programma applica determinati
criteri e non metterà mai una infinità di spaziatura orizzontale per far
allineare quelle tre parole coi margini del foglio. La giustificazione
avviene solo quando la dimensione dei caratteri di una linea si avvicinano
al margine, destro in questo caso.
Così come mi insegnava il prof di dattilografia, quando una ventina di anni
fa ci diceva che in prossimità del margine destro avevamo la libertà di
sillabare due caratteri prima o dopo il margine.
carlo loiodice
----- Original Message -----
From:
Carlo Loiodice
Spiacente Giuseppe, ma ho fatto la prova.
Ho scritto:
Io mi chiamo
shift+invio
Carlo Loiodice
invio
Ebbene, io era scritto all'inizio di riga, chiamo alla fine, mi in mezzo, e dei gran spazi.
Invece, quando dai l'invio come fine di paragrafo, il programma riconosce questa come una riga da non giustificare. E anche se ci fossero due sole parole,
verrebbero allineate a sinistra.
Questo è quel che realmente accade.
giuseppe di grande
Ok, ho capito il problema dov'è: usiamo programmi diversi [smile]
Aspetta provo con Word... sì, si comporta come dici.
Invece con Biblos ho il comportamento che ti ho raccontato.
Non entro nel merito di quale sia quello corretto.
massimo malacalza
----- Original Message -----
From:
Massimo Malacalza
visto che le prime mail di questa lista sono state a tema unico e che questa mi sembra un'ottima cosa per non creare confusione, vorrei lanciare un'idea
che potrà sembrare una perdita di tempo per i più esperti, ma che a mio modo di vedere può risultare molto utile. Dunque, stiamo parlando di paragrafo,
quindi, perchè non parliamo di come jaws si comporta con i paragrafi? Ad esempio:
In fase di lettura
Premendo la combinazione di tasti ctrl+freccia giù, si va avanti di un paragrafo alla volta, con ctrl+freccia su ovviamente si torna indietro. In questi
due casi non solo jaws leggerà il paragrafo, ma si sposterà anche il cursore che, se non sbaglio, si posizionerà all'inizio del paragrafo. Se invece premiamo
ctrl+shift+5 del tastierino numerico col num lock spento, jaws leggerà solamente il paragrafo in cui ci troviamo e il cursore non si sposterà.
Vogliamo invece selezionare un paragrafo? premiamo shift+ctrl+freccia giù, se vogliamo selezionare i paragrafi successivi, ctrl+shift+freccia su se vogliamo
selezionare i paragrafi precedenti.
Spero di non avere scritto delle castronerie, perchè anch'io non sono un espertissimo di videoscrittura e ciò che so, o credo di sapere, è dato solo dalla
pratica.
giuseppe di grande
----- Original Message -----
From:
DIGRANDE.IT
l'argomento paragrafi è tutt'altro che esaurito. Parleremo dei rientri, più
approfonditamente dell'interlinea, della spaziatura e se necessario anche
dell'aspetto di bordi e sfondo di un paragrafo.
Ciò che indichi è comunque interessante e fa parte di quelle cose basilari
dell'editing di testi. Non c'è da meravigliarsi: non tutti conoscono le basi
neanche per fare videoscrittura semplice.
Le combinazioni di tasti sono per buona parte comuni ai word processor. Jaws
non fa altro che intercettarli aggiungendo loro le funzionalità di lettura
che conosciamo.
Delle semplici regolette quasi sempre valide sono:
1. I tasti cursore servono per muoversi nel testo. Sinistra e destra per
esplorare carattere per carattere, su giù per muoversi di riga in riga del
testo visualizzato.
Il tasto Control premuto insieme ai tasti cursore aggiunge una unità
superiore di spostamento del cursore: sinistra e destra più control per
spostarsi di parola in parola, su e giù più control per spostarsi di
paragrafo in paragrafo.
Lo shift aggiunge, sia con control o senza, la possibilità di selezione. Ad
esempio ctrl+destra che prima spostava il cursore sulla parola seguente,
insieme a shift la seleziona.