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senza copertura revocato il decreto sui lea

(24 luglio 2008) Fonte:SuperAbile.it

"Non c'è copertura": il governo revoca il decreto sui Lea. E si ricomincia
dall'inizio.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

arrabbiato
E' ufficiale: il governo ha revocato il decreto con il quale lo scorso 23
aprile erano stati adottati i nuovi Livelli essenziali di assistenza, con l'elenco
delle prestazioni e dei servizi erogati a tutti i cittadini dal Sistema
sanitario nazionale. Reazioni preoccupate delle associazioni, scontro
politico.
Si lavora ora ad una nuova versione più snella: quali voci saranno
eliminate? Per il sottosegretario al Welfare nessun rischio per comunicatori
vocali,
malattie rare e farmaci per l'Aids

ROMA - Lo aveva annunciato il ministro Sacconi alcune settimane fa e ora è
ufficiale: i livelli essenziali di assistenza (Lea) non ci sono più. E con
loro
saltano decine di prestazioni gratuite per i cittadini. E' stato infatti
revocato il Dpcm adottato lo scorso 23 aprile dal governo Prodi che
stabiliva
la nuova lista delle cure gratuite in tutte le regioni: la ragione è la
mancata copertura economica. La Ragioneria dello Stato - aveva spiegato
Sacconi
- ritiene che costerebbero 800 milioni in più su base annua: sono il libro
dei sogni, non c'è copertura". Una cifra confermata ora dal sottosegretario
al Welfare Ferruccio Fazio, che parla di "atto dovuto" e annuncia che
"stiamo lavorando ad una nuova versione dei Lea, che dovrebbe essere pronta
entro
la fine dell'estate". Rispetto alla versione presente nel decreto firmato da
Turco (allora ministro della Salute), Padoa Schioppa (Economia) e Prodi
(presidente
del Consiglio), si sta cercando di "identificare quali voci possono essere
tolte perchè meno rilevanti". Non correrebbero rischi, e verranno comunque
mantenuti
- afferma Fazio - i livelli essenziali relativi ai comunicatori vocali per i
disabili, alle malattie rare ed ai farmaci per l'Aids.

I Lea approvati ad aprile contenevano numerose novità rispetto al precedente
elenco di prestazioni e servizi erogati dal Ssn a tutti i cittadini, per un
totale di oltre 5.700 tipologie di prestazioni e servizi per la prevenzione,
la cura e la riabilitazione. Lo stesso decreto conteneva anche il nuovo
"nomeclatore
tariffario dei presidi, delle protesi e degli ausili", insieme ai nuovi
elenchi delle malattie croniche e delle malattie rare esentate dal pagamento
del
ticket. Nel dettaglio delle malattie rare, erano 109 quelle entrate
nell'elenco. Inevitabile la delusione di pazienti e famiglie, e le proteste
a livello
politico e associativo.

"Che la proposta dei Lea - afferma il Presidente della Conferenza delle
Regioni Vasco Errani - avesse la necessità di una verifica di compatibilità
finanziaria
era problema già sollevato dalle Regioni in sede di approvazione: ora la
scelta del governo di revocare il decreto e la contemporanea proposta di
drastica
riduzione unilaterale del Fondo sanitario nazionale a partire dal 2010 rende
alquanto preoccupante la situazione''. "Il governo - ha continuato - ci dirà
cosa intende fare rispetto ad alcune scelte attese e fortemente innovative
contenute nel provvedimento revocato, quali ad esempio il vaccino HPV; il
parto
indolore; le cure odontoiatriche agli indigenti; il riconoscimento di altre
109 malattie rare; l'ampliamento dell' assistenza protesica con
l'introduzione
di nuovi ausili informatici e di comunicazione; il rafforzamento dell'
assistenza domiciliare. E' bene chiarire fin d'ora che non sarebbero
accettabili
coperture non realistiche e non verificabili". Parole di fuoco dall'ex
ministro della Salute Livia Turco che aveva firmato il provvedimento ora
annullato:
"La revoca del decreto sui Lea da parte del governo è gravissima e c'è una
sola spiegazione: sta nei tagli a partire dal 2010. Quei Lea richiedono
risorse
che il governo non solo non aggiunge, ma taglia".

Preoccupazione anche delle associazioni. Le due portavoce del Forum del
Terzo Settore, Maria Guidotti e Vilma Mazzocco, si dicono preoccupate che la
"versione
più leggera dei Lea che il governo intende presentare a settembre" possa
rappresentare "un ulteriore passo verso un sistema di sanita' pubblica
sempre
più privata". "Gia' ora - dicono - non riusciamo ad identificare quali
possano essere le voci che il sottosegretario ritiene cosi' poco rilevanti
da poter
essere eliminate nella nuova stesura". Ad ogni modo, concludono, "noi ci
aspettiamo che i Lea vengano garantiti, che non ci sia un taglio dei
diritti,
che la riforma dei sistemi di welfare venga definita con le parti sociali e
che non ci siano piu' provvedimenti a carattere emergenziale posti
all'ultimo
secondo in Finanziaria".

"Questo è un atto di irresponsabilità grave, in particolare nei confronti
delle donne e dei soggetti
deboli", afferma invece Teresa Petrangolini, segretario generale di
Cittadinanzattiva. "I livelli essenziali di assistenza - aggiunge - sono
fondamentali
per garantire l'unitarietà del sistema e dunque, con questo atto, si
aggraveranno, di fatto, le disuguaglianze dei cittadini a seconda della
regione di
residenza". Finora dal "governo - prosegue il segretario generale di
Cittadinanzattiva- arrivano solo provvedimenti negativi nel campo della
salute e nessuna
disponibilità all'ascolto di quanti lavorano a fianco dei cittadini. Ci
piacerebbe che il ministero del Welfare lanciasse segnali sul fronte dei
controlli,
piuttosto che su quello dei tagli, perchè le risorse possono essere trovate
con la lotta alla corruzione, agli sprechi e alle inefficienze della
sanità".
Inoltre, conclude Petrangolini, "chiediamo che ci sia data voce in capitolo
nel momento in cui saranno definiti i nuovi Lea, recuperando quello che ieri
e' stato stracciato in modo così irresponsabile nei confronti dei
cittadini".