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Microsoft, sveglia La tua forza sta finendo
di CARLO M. GUERCI
su libero del 11\05\2008
Nei tre mesi successivi al primo tentativo di Microsoft di acquisire Yahoo - per un controvalore di 31 dollari per azione - si èassistito a un vero e proprio caleidoscopio di dichiarazioni, tentativi di accordi alternativi, smentite e nuovi colloqui.
Fino al nuovo - e per ora ultimo tentativo - con il quale l'ad di Microsoft ha alzato l'offerta a 33 dollari per azione, anch'essa rifiutata da Yahoo perchéritenuta troppo bassa.
Cosìsi èaperto un nuovo ciclo di ipotesi, a tutto campo.
Prima di fare qualche previsione o "congettura" - su ciòche accadrà conviene fare qualche osservazione a proposito della ricerca su Internet e in particolare sull'enorme mercato della pubblicitàon line.
In pochissimi anni l'area èdiventata dominio di Google, che ha investito massicciamente in tecnologie, in risorse umane giovani e in innovazione, lasciando molto indietro colossi come Microsoft e Yahoo.
Nei primi tre mesi di quest'anno i ricavi di Google nella pubblicitàon line, con margini molto elevati, sono stati di 5,19 miliardi di dollari, quelli di Yahoo di circa 2 miliardi e quelli di Microsoft di un solo miliardo.
Ma mentre Google guadagna nel trimestre 1,55 miliardi, Microsoft perde, come accade da anni.
Ed èlecito prevedere che a fine anno su questa attivitàavràperso attorno a un miliardo di dollari.
Peraltro queste perdite sono ampiamente compensate dalla quantitàdi utili che Microsoft lucra sulle attivitàdel suo core business, concentrato sul software per i consumatori e per le aziende e su una quantitàdi servizi diversificati, dalla messaggistica all' intrattenimen to.Sarebbe interessante fare una ricerca sui motivi che hanno consentito a Google di acquisire un cosìenorme vantaggio, ma credo si arriverebbe alla conclusione che se Google si èmosso in modo eccellente, Microsoft fino a tempi recentissimi non ha creduto allo sviluppo e alla redditivitàdi quel business, mentre in passatoYahoo non ha avuto il coraggio di acquisire Google.
Per capire ciòche ora sta succedendo èutile ricorrere a qualche concetto di base dello sviluppo industriale.
All'apparire di una innovazione si moltiplica il numero di piccole imprese che cercano di crescere, poi qualcuna ha successo e la concorrenza si intensifica, fino a quando le piùvivaci cercano di prendere il sopravvento e comincia la concentrazione.
Il mercato si consolida e il numero di concorrenti si riduce, mentre alcune imprese divengono piùgrandi.
UN MERCATO INSTABILE Allo stato attuale il mercato della pubblicitàon line èfortemente instabile in quanto attorno a un leader riconosciuto ruotano varie imprese con specifici punti di forza, ma insufficienti per crescere ancora.
Secondo logica il mercato deve diventare piùconcentrato, con buona pace dei fautori estremi dell'antitrust. Ognuno dei principali attori, come Microsoft e Yahoo, si sta comportando come i pugili prima di salire sul ring. Mentre Steve Ballmer, capo di Microsoft, mostra sicurezza nell'affermare che puòcompetere con Google anche senza acquisire Yahoo, quest'ultimo sostiene, con altrettanta sicumera, che un prezzo giusto èdi 40 dollari per azione e comunque non èinferiore a 37 dollari.
Entrambi fanno il loro mestiere, ma entrambi sbagliano e corrono forti rischi.
Le probabilitàche Microsoft possa veramente inseguire e raggiungere Google sono praticamente nulle.
Manca la cultura dinamica e nuova per sviluppare convenientemente questa attivitàe per Microsoft non èneppure facile acquisire risorse esterne specializzate.
E' improbabile che risorse umane specialistiche abbandonino Yahoo o, men che meno, Google, per correre da Microsoft. Inoltre Microsoft deve porgere grande attenzione al suo business principale, software per il consumo e per i server, prima che le nuove piattaforme "aperte" accrescano il rischio di perdere mercato.
Yahoo non sta meglio e analogamente corre rischi elevati.
Se non trova partner alternativi il suo valore di mercato potrebbe cadere sotto i 33 euro che ha appena rifiutato e collocarsi su valori che forse porterebbero allo sconquasso dei vertici aziendali, giàscosso dallo scontento di una fitta schiera di azionisti.
La girandola dei nomi e la ricerca di ogni possibile combinazione prosegue - da AOL Time Warner, a My Space, alla stessa Google, a Face Book - ma nessuno sembra avere le caratteristiche adatte per uno o per l'altro Qualcuno ètroppo piccolo, qualcun altro ècarente nelle tecnologie, qualcuno èfocalizzato su mercati vicini ma non a sufficienza.
In caso di accordo tra Google e Yahoo sarebbe difficile ottenere l'approvazione delle autoritàdi controllo.
LA SOLUZIONE MIGLIORE Insomma la migliore operazione possibile sembra ancora essere l'unione di Microsoft e Yahoo, per quanto sia difficile sul piano organizzativo e di sfruttamento delle sinergie.
Queste due societàhanno tempo per riflettere e rivedere le scelte annunciate e presto si dovrebbe verificare se finora si ètrattato di un gigantesco gioco di poker o se vi sono motivi piùsostanziali per lo stop. Piùil tempo passa e piùil leader Google prenderànuovo vantaggio e con piùtranquillitàpotràevolvere le sue tecnologie dei motori di ricerca, mettere a punto nuove tecniche pubblicitarie e, perchéno, fare qualche nuova acquisizione.
Un altro rischio potrebbe venire dal prolungarsi del rallentamento dell'eco nomia, che a sua volta ridurrebbe le prospettive di ricavi e di margini delle attivitàpubblicitarie.
Se i due trovano l'accordo e poi riescono a far funzionare l'insieme il potere di Google saràcontrastato e anche i consumatori e i clienti si potranno avvantaggiare.
Sui mercati contemporanei la concorrenza e l'innovazione operano meglio con un numero ristretto di imprese forti e in questo caso si otterrebbe un mercato decisamente piùomogeneo dell'attuale.
IL PRETENDENTE L'amministratore delegato della Microsoft, Steve Ballmer (Bloomberg). Per l'acquisizio ne di Yahoo! èarrivato a offrire 33 dollari ad azione, dopo essere partito da un'offerta iniziale di 31 dollari.
Il gruppo di Stanford ha rifiutato di dicutere sotto la quota di 37 dollari.
Ed ora, un po' di pubblicità
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