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Informatica e strumenti assistivi per gli ipovedenti: Una formazione necessaria per gli oculisti

di Massimiliano Martines
su uiciechi.it, 2008-04

Per prima cosa ed in linea di massima, dobbiamo tener presente che la scolarità nell'uso dell'informatica da parte dei singoli individui è molto bassa.
Generalmente la gente tende ad usare il computer solo per alcuni scopi, quindi, impara solo le procedure di uso comune,.

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Per altro, se ci fosse un approccio più analitico ed approfondito nell'uso del PC da parte degli utenti, si eviterebbero molte spiacevoli e noiose interruzioni
dello studio o del lavoro.

In questi ultimi anni, sono nati corsi mirati al fine di colmare questo gap (Patente Europea del Computer ECDL. Purtroppo, la situazione non è migliorata
di molto.

Gli ipovedenti anziani affrontano in maniera traumatica l’apprendimento di questo strumento. Infatti, perdendo spesso l'acuità visiva in tarda età, questi
individui devono fare i conti con l'uso di uno strumento che già non usavano o usavano poco, quindi, spesso a loro totalmente sconosciuto.

Purtroppo, il computer necessita di una certa elasticità di apprendimento, cosa che difficilmente si riscontra in soggetti che hanno subito un trauma così
grave, come quello della forte riduzione della vista.

Sicuramente il sostegno della famiglia, coadiuvato dall'assistenza di personale specializzato in riabilitazione visiva e psicologica, hanno un ruolo molto
importante per queste persone, soprattutto per il loro reinserimento nel tessuto sociale.

Per quel che riguarda i giovani, il discorso è molto diverso. Infatti, la famiglia, trovandosi davanti ad un problema così grave, per così dire sconosciuto,
dovrebbe essere aiutata ad affrontarlo con l'aiuto del corpo docente. La scuola dovrebbe esercitare un ruolo fondamentale per l'insegnamento e non solo
per le materie scolastiche.

In particolare, per una persona il cui grado di apprendimento è sempre in relazione alla sua disabilità, i docenti dovrebbero cercare di minimizzare le
barriere che si frappongono tra lo studente, il corpo docente e l'ambiente circostante, al fine di permettergli un apprendimento ed integrazione paritaria.

Purtroppo, il sistema scolastico non sempre riesce a mettere a disposizione insegnanti di sostegno che siano davvero in grado di avere le cognizioni tecniche
ed informatiche adatte, in relazione alle persone che vengono loro assegnate, di conseguenza questi ultimi spesso, si trovano in estrema difficoltà.

A questo scopo, l'IRIFOR, Istituto Per la ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, organizza periodicamente
dei corsi di aggiornamento per insegnanti di sostegno che si trovano ad affrontare questo tipo di problematica.

Durante questi corsi, non sono solo affrontate le tematiche riabilitative informatiche, ma anche quelle psicologiche, riabilitative motorie, oculistiche
ed ortottiche.

E' bene che gli insegnanti di sostegno siano a conoscenza del rapporto che un ipovedente ha con l'informatica. In sostanza si tratta di capire come utilizza
un PC e di quali strumenti assistivi si serve per sopperire alla carenza di vista.

In primo luogo, è importante chiarire che i disabili visivi, quindi anche gli ipovedenti, utilizzano gli stessi supporti hardware/software usati dalle
persone
normodotate. Ne consegue che gli ipovedenti installano dei dispositivi software che permettono loro di minimizzare o, in alcuni casi, di annullare i problemi
di visione che incontrano nell'uso del personal computer.

Innanzitutto, non tutti gli ipovedenti utilizzano gli strumenti assistivi per usare il personal computer, giacché il sistema operativo da loro la possibilità
di effettuare le personalizzazioni dei colori dello sfondo, del primo piano, delle icone, dei caratteri all'interno delle finestre e delle finestre stesse.

Alcuni, invece, preferiscono usare gli strumenti assistivi. Questi ultimi risultano essere molto più flessibili e ricchi di opzioni. E' doveroso sottolineare
che la scelta dello strumento assistivo è molto personale e varia da caso a caso, valutando soprattutto in base alla tipologia di disabilità e del danno
dell'apparato visivo.

Sul mercato, esistono due tipologie di strumenti assistivi che si usano per sopperire al deficit visivo di un ipovedente.

• Quelli che si avvalgono della tecnologia ottico elettronica: video ingranditori da tavolo e portatili.
• Quelli che utilizzano la tecnologia software: ingranditori di schermo software, magnifier.

Il compito principale delle tecnologie assistive per ipovedenti, quelle che si avvalgono di tecnologia di tipo software, è quello di minimizzare o annullare
le barriere che si frappongono tra l'utilizzatore e l'ambiente del Sistema Operativo e degli applicativi installati

Questi ingranditori software per PC, cercano di costruire un ambiente il più confortevole possibile in relazione alle esigenze dell'utilizzatore. Infatti
essi, non si limitano ad ingrandire quello che viene toccato con il mouse, ma cercano di migliorare la qualità di lettura di qualsiasi oggetto o testo,
ponendo in essere tecniche che migliorano la nitidezza di font ed immagini.

Poi, permettono la personalizzazione mirata dei colori di primo e di secondo piano, correggono alcune aberrazioni circa i colori, i contrasti, la trasparenza,
e così via. Inoltre danno la possibilità di effettuare diversi tipi di ingrandimento, personalizzando non solo il valore dello stesso in senso assoluto,
ma ingrandendo porzioni precise di schermo o simulando lenti e righe virtuali.

E' da sottolineare che, con questi strumenti, è possibile personalizzare l'uso del puntatore, aggiungendo dei localizzatori, i quali, permettono all'ipovedente
di non perdere di vista il testo che sta leggendo o l'oggetto che sta cercando sullo schermo.

Infine, bisogna segnalare che gli ingranditori software per PC hanno la possibilità di avere un supporto di sintesi vocale, che permette all'ipovedente
di leggere dei testi particolarmente lunghi senza affaticare la vista. Il modulo di sintesi vocale, essendo solo un supporto dell'ingranditore, non può
essere considerato un vero e proprio screen-reader. Tutto questo è permesso grazie all'interazione del software con il sistema operativo in uso.

I limiti principali di questi strumenti sono:

1. L'assenza di copertura totale di tutte le patologie oculari.
2. La necessità di avere un PC aggiornato, sia a livello software, sia a livello hardware, al fine di ottenere il massimo delle prestazioni da parte dello
strumento stesso, e non avere inconvenienti tecnici, come rallentamenti, blocchi del sistema, eccetera, durante l'uso del PC.
3. L'opportunità di un periodo di approccio con l'applicativo da parte dell'ipovedente, per poterne apprezzare le peculiarità e vedere se consente di sopperire
alle carenze per la sua patologia.
4. L'alto costo di acquisto del software.
5. Necessità di training circa l'uso di queste tecnologie da parte degli ipovedenti.

Alla luce di quanto riportato nel punto 5, credo sia necessaria una stretta collaborazione tra gli esperti in riabilitazione visiva e persone che conoscono
approfonditamente le funzionalità degli ingranditori, per permettere agli ipovedenti, soprattutto quelli con problemi particolari, di utilizzare al meglio
gli strumenti assistivi.

Per quanto concerne invece l'uso di Internet che potrebbe essere una enorme risorsa anche per i disabili visivi, spesso diventa causa di discriminazione
per i problemi di accessibilità, causati da ignoranza dei costruttori dei siti.

Infatti, nonostante la legge 4/2004, detta anche "Legge Stanca", che per i siti pubblici definisce uno standard da rispettare, sono veramente pochi i programmatori
che lo rispettano.

Rendere un sito accessibile ad un ipovedente è onestamente complicato, a causa della molteplicità delle patologie esistenti, ma si possono fare molte cose.
Ad esempio, l'utilizzo di caratteri più leggibili, di sfondi più contrastati rispetto al testo, di spazi meno sacrificati per il posizionamento dei link
e degli oggetti, l'adozione di tag alt esplicativi sulle foto ed oggetti attivi, la possibilità di attivare le funzioni di accesso facilitato dei browser,
il posizionamento più ravvicinato dei tag nei form di compilazione, per agevolare l'orientamento di coloro i quali utilizzano un software di ingrandimento,
la disposizione più razionale degli elementi nella pagina per un più rapido ed agevole raggiungimento delle informazioni.

A tale scopo vi rimando ad una delle tante risorse on line:
http://www.uiciechi.it/osi/ipovisione.asp
dove si trovano spiegazioni dettagliate di tutti i problemi causati ad un ipovedente quando non si rispetta l'accessibilità.

Ritornando alla conoscenza che un ipovedente ha delle tecnologie assistive e considerando che questa materia è molto complessa, è radicata in me la convinzione
che molti ipovedenti potrebbero utilizzare al meglio le tecnologie assistive, solo se fossero più informati sulla loro esistenza e potessero provarne l'uso.
Quindi, se oltre alle associazioni di categoria, le informazioni fossero fornite anche dai vari soggetti in campo, potrebbe migliorare moltissimo la situazione.

Tanto per fare un esempio, e non è una novità per nessuno, moltissimi oculisti, compresi i prescrittori delle protesi ed ausili delle ASL, gli strumenti
assistivi per gli ipovedenti non li conoscono proprio, per cui sarebbe oltremodo necessaria una formazione mirata.

Fortunatamente, il Polo Nazionale dei Servizi e della Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti dell’agenzia
internazionale
per la Prevenzione della Cecità, nell’ambito delle sue attività per l'anno 2008, ha ritenuto opportuno affrontare con la necessaria determinazione il problema
delle prescrizioni di ausili tifloinformatici per gli ipovedenti, perché, in questi ultimi anni, è emersa la necessità di formare medici oculisti, psicologi
e riabilitatori, sulle funzionalità di tali ausili e dei sistemi operativi più usati dagli ipovedenti.

A tale scopo, in un clima molto informale si è svolto un incontro molto interessante, presso il Policlinico Gemelli di Roma, tra il sottoscritto Massimiliano
Martines, operatore ipovedente del servizio UIC Help Express e componente della Commissione Osservatorio Siti Internet, ed alcuni medici, psicologi, riabilitatori
ed ortortisti del Polo Nazionale.

Nel corso della riunione sono state discusse le problematiche di formazione ed informazione dei medici, ed è stata effettuata una breve carrellata degli
ausili oggi in commercio, mostrando sia alcune potenzialità degli stessi, sia alcuni esempi di personalizzazione del sistema operativo.

Alla fine dell’incontro, è stato auspicato da tutti un possibile approfondimento dell’argomento e l'eventuale organizzazione di corsi di formazione, al
fine di poter colmare il gap informativo attualmente esistente.

Massimiliano Martines