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espresso book machine, il bancomat dei libri.

da la repubblica del 29\07\2008

Dagli Usa a Londra la Espresso book machine: un database di un milione

Ed ora, un po' di pubblicità

:

di testi, 7 minuti per pubblicarli Una nuova frontiera dopo il boom

degli audiolibri, l'esordio degli e-book e i volumi da scaricare sull'iPod

Scegli e stampi: ora il libro è self service

Sarà di circa 10 euro il costo per stampare un romanzo di 150 pagine:

"Ne installeremo 500 entro il 2009"

JAIME D'ALESSANDRO

ROMA Come salvare libri e librerie con una semplice idea. Un'idea chiamata

Espresso Book Machine, prontamente ribattezzata il bancomat dei libri,

che da ottobre sbarcherà in Inghilterra. Basterà recarsi in uno dei

punti vendita della catena Blackwell, scegliere il proprio volume fra un

milione e passa di titoli in memoria (compresi quelli fuori catalogo da

anni) e attendere. In pochi minuti la Espresso Book Machine stamperà il

vostro libro con tanto di copertina a colori. La qualità del testo è

perfetta, meno quella delle immagini e delle fotografie. Ciò nonostante

si tratta di una invenzione che potrebbe aiutare parecchio le librerie

tradizionali minacciate sia dai negozi online come Amazon, sia dalla

moda degli e-book e audiolibri.

Tutto merito di due signori, Jason Epstein e Dane Neller, che con

Internet e con la tecnologia hanno poco a che spartire. Il primo infatti

è l'ex direttore della Random House, una leggenda vivente, editor di

scrittori del calibro di Norman Mailer, Philip Roth, Gore Vidal. Il

secondo invece ha guidato la catena Dean & DeLuca, tempio newyorkese

della gastronomia e del "people watching". Sono loro ad aver fondato nel

2003 la On Demand Books che ha poi prodotto tre anni dopo Espresso Book

Machine testata per la prima volta nel corso del 2006 in una libreria di

Washington, la World Bank Infoshop. "Pensiamo di istallarne circa 500

entro il 2009", ha dichiarato recentemente Neller. Che poi ha aggiunto:

"E ovviamente siamo certi che il costo della macchina calerà

progressivamente fino a raggiungere quello di una fotocopiatrice da

ufficio". Già, perchè per ora il bancomat dei libri, l'attuale versione

1.5 può produrre fino a 80 pagine al minuto, costa parecchio. Si parla

di poco meno di 100.000 dollari. Decisamente più abbordabile il prezzo

per i libri stampati che cambia secondo le dimensioni. Ma siamo comunque

attorno ai dieci euro per un romanzo di 150 pagine.

E pensare che poco meno di un anno fa c'era chi aveva decretato la morte

definitiva del testi di carta per colpa degli e-book. La causa

scatenante? Il lancio sul mercato il 19 novembre da parte di Jeff Bezos,

mr. Amazon, del suo Kindle. Un dispositivo portatile con uno schermo

Oled (la cosiddetta carta digitale) capace di contenere fino a 200

volumi nella sua memoria. Gingillo tecnologico simile a un quaderno di

grosse dimensioni venduto solo negli Stati Uniti a 399 dollari, poi

diventati 359. Secondo gli analisti fino ad oggi Amazon ne ha piazzati

30.000 esemplari e si appresterebbe a commercializzarlo anche in Europa.

In realtà la Sony aveva già immesso sul mercato nel 2006 un apparecchio

del tutto simile, il Reader, poi imitato da diverse altre aziende di

minore importanza. Il Kindle però può contare su un catalogo di 88.000

titoli virtuali, e di cose rare non ce ne sono molte. Poca cosa rispetto

alle possibilità offerte dalla Espresso Book Machine. E questo è vero

anche per gli audiolibri, nati negli Stati Uniti negli anni '30 come

programmi radiofonici e oggi così in voga su iTunes, il servizio di

vendita di contenuti digitali messo in piedi dalla Apple.

Qui però stiamo parlando di una cosa completamente diversa. Anzi, di

segno opposto. Jason Epstein e Dane Neller non hanno usato i libri per

vendere tecnologia, ma hanno adoperato la tecnologia per resuscitare i

libri. E al solito, come sempre accade in queste occasioni, c'è chi già

grida al miracolo. O meglio, alla "democratizzazione" dell'editoria.

Difficile dire se davvero l'Espresso Book Machine sarà capace di tanto.

Di certo grazie lei vecchi libri introvabili o che nessuno ha più

interesse a pubblicare potranno tornare a vivere.