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ZIONE IN MEDICINA: ARRIVA LA CHIRURGIA SENZA CICATRICI
FONTE: libero del 20\04\2008
di LUCA BERNARDO*.
? Circa 10 anni fa durante un congresso un chirurgo americano disse ai colleghi che un giorno sarebbe riuscito a rimuovere la colecisti senza fare incisioni.
Questo èpazzo, pensarono tutti.
Quel giorno èarrivato.
Prima su modelli animali, ora anche su umani si eseguono asportazioni di organi interni senza alcuna cicatrice esterna.
I cambiamenti in chirurgia non sono mai facili da proporre ma soprattutto da far accettare.
Il chirurgo èun tecnico che nella routine e nella ripetizione del suo gesto trova la progressiva familiaritàe quindi sicurezza.
Ama fare le cose che sa giàfare bene e che gli garantiscono risultati buoni anche in presenza di complicanze impreviste.
La chirurgia moderna nacque alla fine del 19°secolo con la possibilitàdi usufruire di anestesie da cui i pazienti finalmente si risvegliavano senza rischiare la vita.
Il motto era "grande taglio - grande chirurgo" e fu cosìfino al 1987, quando un ginecologo francese, Philippe Mouret, avvezzo ad introdurre nella pancia delle sue pazienti un'ot tica per controllare il loro apparato riproduttore pensòdi girarla verso l'alto e con l'ausilio di due ulteriori piccoli buchi eseguìla prima colecistectomia laparoscopica.
Apriti cielo, per la prima volta il chirurgo operava non guardando piùle sue mani che davano la vita, ma un monitor, senza fare grandi tagli ma piccole incisioni, senza sangue e con traumi molto ridotti.
Era la "seconda rivoluzione francese" e ha rappresentato la piùgrande evoluzione chirurgica del 20°secolo.
Negli ultimi 20 anni la chirurgia laparoscopica ha fatto passi da gigante.
La tecnologia ha permesso il salto di qualità Ottiche sempre piùraffinate (ora anche digitali), strumenti sempre piùdedicati alle singole necessitàdel chirurgo hanno fatto sìche per molti interventi chirurgici quali la colecistectomia, l'ap pendicectomia, le patologie ginecologiche, le patologie coliche benigne e maligne le ernie ecc. la laparoscopia sia diventata la tecnica da scegliersi quale gold standard nei confronti della chirurgia tradizionale.
I vantaggi per il paziente sono enormi: il danno dei tessuti èminimo, il dolore post-operatorio èridotto drasticamente come il tempo di permanenza in ospedale, e la convalescenza avviene piùrapidamente.
E ci sono pure vantaggi economici: infatti una minore ospedalizzazione e una netta riduzione di possibili complicanze consente minori costi diretti e indiretti.
Ma ora anche la laparoscopia classica, che prevede l'esecuzio ne di 4-5 fori di circa un centimetro e mezzo sull'addome, sta per essere messa in discussione dall'avvento di una nuova tecnica, ancora piùmoderna, meno invasiva, piùdelicata e meno traumatica e tale da non richiedere alcuna incisione sulla parete del paziente: la N.O.T.E.S. (Natural Orifice Transluminal Endoscopic Surgery). Secondo il dott. Mario Panzera, chirurgo esperto di chirurgia laparoscopica da circa 15 anni all'ospeda le San Paolo di Milano, la possibile nuova rivoluzione chirurgica saràproprio la N.O.T.E.S., ovvero la chirurgia praticata attraverso orifici naturali (in questo momento vagina, stomaco e ombelico). Proprio un anno fa, dopo anni di sperimentazione sul modello animale, èstata eseguita con successo la prima colecistectomia per via transvaginale e diversi gruppi chirurgici in Europa e America eseguono interventi su colecisti, appendice, organi ginecologici ecc. con accessi transvaginali e/o transgastrici con successo e senza complicanze degne di nota.
Le giustificazioni di questa nuova tecnica sono la riduzione ulteriore o la completa assenza di dolore post-operatorio, la totale mancanza di ferite o traumi alla parete addominale con risultati estetici eccellenti e minor impatto psicologico sul paziente che si appresta a subire un intervento con tecniche tradizionali.
Sicuramente tale tecnica necessita di ulteriore approfondimento specie a livello tecnologico e qui le principali aziende del settore hanno acceso al massimo i motori dei loro centri di ricerca per poter dare al chirurgo strumenti sempre piùversatili e piùdedicati.
Ma il futuro èquesto e tutta la storia della ricerca scientifica ha dimostrato che quando si apre un nuovo sipario, non si torna piùindietro. *Direttore Divisione Pediatria Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano
Ed ora, un po' di pubblicità
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