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TELEFONATE IMPOSSIBILI DA INTERCETTARE

Da la stampa del 29\04\2008

NEWS
29/4/2008

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Telefonate impossibili da intercettare

ROMA
Telefonate fatte con il cellulare o col telefono di casa
impossibili da intercettare, da ascoltare e quindi da rendere
pubbliche. A sviluppare la tecnologia che renderà possibile
tutto questo è l’italiana Khamsa che, con l’apporto del
massimo esperto di crittografia al mondo, Philip Zimmerman,
sta studiando il trasferimento del protocollo Zrtp dalla
tecnologia VoIP a quella Gsm, Pstn e Isdn, ovvero quelle
utilizzate dai cellulari e dai telefoni di casa.

Zrtp, estensione del Real-time Transport Protocol creato da
Zimmerman, offre qualcosa che altri non fanno. Zrtp genera
infatti una chiave in tempo reale che viene trasmessa dal
chiamante a chi riceve la telefonata. Questo offre un
vantaggio non da poco: a possedere l’unico modo per "leggere"
la chiamata sono i telefoni dei due interlocutori, e non la
società che offre un eventuale servizio. Che, senza andare
troppo in là con la fantasia, potrebbe un giorno decidere di
cedere la chiave a qualcuno interessato ai contenuti. Perché
ora a essere interessati alle conversazioni non sono più gli
hacker che si ‘divertivano’ a dimostrare di essere in grado di
intercettare le comunicazioni. Sono le mafie, le criminalità
organizzate che attraverso il contenuto di una telefonata
possono poi muoversi per perpetrare crimini. Basti pensare a
una conversazione tra due vertici di una grande azienda che
finisca in mano alla concorrenza, oppure se quella di un
magistrato antimafia che parla con la moglie e rende noti i
suoi spostamenti venga intercettata da un clan mafioso. In
Brasile, ha spiegato Zimmerman oggi durante un seminario al
Politecnico di Milano, “con circa 4000 euro dati a ‘chi di
dovere’ si possono avere trenta giorni di conversazioni delle
aziende concorrenti”.

Inoltre, a differenza delle soluzioni proprietarie presenti
sul mercato, il protocollo ZRTP è sostanzialmente open source.
Non nel senso stretto del termine, perché le eventuali
modifiche le apporta Khamsa, ma la sua chiave è pubblica, le
basi della sua programmazione sono alla portata di tutti e
tutti possono intervenire per migliorarlo. L’azienda ha reso
già disponibile il software che utilizza il protocollo per i
cellulari Nokia e che permette la protezione delle chiamate,
degli sms e della posta elettronica. In futuro, nei piani di
Khamsa, sono previste le versioni per Windows Mobile e
Blackberry, così da andare incontro alle necessità di chi usa
il cellulare per business. Mentre per l’Apple iPhone ancora
presto per dire se e come, ma non è escluso che arrivi anche
per lo smartphone di Cupertino.

Ciò che Khamsa ha come obiettivo è “garantire la sicurezza
dello scambio di informazioni”, ha spiegato Zimmerman che vede
nel futuro l’impossibilità di evitare che tecnologie per la
sicurezza delle conversazioni prendano piede, in particolar
modo in quei Paesi dove la libertà delle persone non è
garantita. “La tecnologia va avanti comunque. Puoi rallentarla
o accelerare il suo processo – dice Zimmerman - ma non si può
impedire il suo sviluppo”.