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prefazione a un manuale sul braille
daniela floriduz su mbx, 23\05\2008, h. 15.40.
Pubblico questa recensione-prefazione ad un manuale, assai approfondito e
completo, per l'insegnamento del Braille almeno fino al biennio delle scuole
superiori, dato che il testo contiene anche indicazioni per l'algebra.
L'autrice è Alida Giacomini e il testo può essere richiesto, al costo di 30
euro, presso la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, come
descritto in calce al messaggio.
Daniela
"Passo passo"
"Passo passo" è un manuale per l'apprendimento dell'alfabeto Braille,
destinato agli insegnanti di sostegno e ai genitori che desiderino
imparare la scrittura in rilievo usata dai non vedenti, in breve tempo e
con poca fatica. Infatti il metodo segue l'idea che ha guidato Luigi
Braille nella sua concezione veramente geniale. Egli ha ricavato tutte le
lettere combinando variamente soltanto sei punti, ottenendo ben 63 segni
dai quali hanno avuto origine non solo i caratteri della lingua italiana,
ma anche le lettere straniere,,i simboli della matematica, nonché la
segnografia musicale.
Per scrivere si usava e si usa ancora ((per il bambino almeno fino a
quando egli non padroneggi consicurezza e speditamente la scrittura), la
tavoletta Braille, provvista di un righello e di un punteruolo col quale
produrre il rilievo. Il righello si compone di due righe, suddivise in un
certo numero di caselle, in ciascuna delle quali va scritta una lettera;
fra una parola e l'altra si lascia uno spazio, come si fa normalmente,
cioè una casella vuota. In una casella si possono produrre sei punti, in
due file verticali, una a destra (punti 1 2 3 e l'altra a sinistra della
stessa (punti 4 5 6). La denominazione dei punti parte dall'alto verso il
basso; si inizia da destra, perché si scrive da destra a sinistra, in
quanto la scrittura è coperta e per leggere bisogna togliere il foglio
dalla tavoletta e girarlo. Però non è necessario fornire al bambino
queste spiegazioni, che possono solamente confondergli le idee; gli si
insegna a scrivere così con naturalezza e il resto viene da sé con la
pratica.
Non esiste un alfabeto minuscolo e maiuscolo; l'alfabeto è unico (ed è
già un miracolo). Un simbolo (punti 4 6), posto davanti alla lettera,
indica che quella lettera è maiuscola. I numeri si scrivono come le
lettere: a corrisponde a 1, b a 2, e così via; j corrisponde allo zeero.
Il numero si distingue per un segno che lo precede (segnanumero): punti 3
4 5 6.
La macchina dattilobraille consente una maggiore rapidità e la scrittura
è scoperta e quindi immediatamente leggibile, ma la sua strutturazione
non coincide con la concezione dell'alfabeto Braille. Infatti essa
dispone di sei tasti, posti però tutti in senso orizzontale, per cui non
si può comprendere come poi i puntini risultino riprodotti su due file
verticali. Il fatto è che i punzoni all'interno sono collocati
verticalmente, ma questo il bambino così piccolo non è in grado di
capirlo. Perciò è assolutamente necessario che, prima di passare all'uso
della macchina, l'allievo sia padrone senza alcuna incertezza della
scrittura.
Questo libro, ripeto, è dedicato a chi vede o a non vedenti già
scolarizzati che abbiano necessità di apprendere il Braille. Per i
bambini sono stati predisposti altri sillabari, basati su diversi criteri
didattici che tengono conto delle capacità manuali dei piccoli e attenti
ai primi apprendimenti ortografici da acquisire. Presso la Federazione
nazionale delle Istituzioni pro Ciechi (Roma) si può trovare, ad esempio,
il sillabario "Primi giorni" di Isabella Nattoli e il sillabario di
Augusto Romagnoli, l'ideatore della didattica speciale per non vedenti,
il cui testo basilare rimane "Ragazzi ciechi", che consiglio a tutti di
leggere, in quanto ricco di indicazioni pedagogiche di carattere
pratico-operativo.
Tornando a Luigi Braille, egli ha costruito le prime dieci lettere
dell'alfabeto usando quattro punti: i due superiori (punti 1 e 4) e i due
mediani (punti 2 e 5). Per comodità vi conviene compilare una tabella
così composta: nella prima riga vi scrivete le prime dieci lettere, dalla
a alla j; nella seconda, in colonna, le dieci seguenti, dalla k alla t,
in colonna, ossia una sotto l'altra; nella terza riga, sempre in colonna,
u v x y z. E ci fermiamo qui.
A cosa serve questa tabella? Il fatto è che le lettere della seconda riga
si ottengono da quelle della prima aggiungendo il punto 3, mentrea
quelle dellaterza si aggiungono i punti 3 e 6. Una bella comodità, non vi
pare? La prima lettera è la a, punto 1; in colonna leggo k: punti 1 3;
più in basso ho la lettera u: punti 1 4 6. La seconda colonna reca b l v;
b: punti 1 e 2; l 1 2 3; v: punti 1 2 3 6. Avrete intuito, immagino, che,
guardando le colonne, se si ricorda una delle tre lettere di una
qualsiasi colonna, si possono ricavare le altre due. Quindi vi consiglio
di tenere sempre sott'occhio questa preziosa tabella, che comunque
completerete seguendo il manuale. e' utile tener conto che lelettere
delle prime otto colonne iniziano tutte col punto 1, mentre quelle della
nona e della decima incominciano tutte col punto 2.
Le lettere speculari sono state introdotte a distanza per non creare
confusione, ed altrettanto è opportuno fare coi bambini, evitando di
sottolineare tale caratteristica. Inoltre sono stati studiati vari
accorgimenti per suggerire accostamenti utili, sempre allo scopo di
fissare idee chiare, da trasmettere agli alunni, affinché acquisiscano
conoscenze esatte e sicure.
Se ben guidato, un bambino di intelligenza normalepuò imparare a leggere
e a scrivere come un suo coetaneo, certo in tempi un po' più lunghi.
Infatti il tatto va allenato, non è un dono naturale dei ciechi. Da
principio le lettere o le prime frasette vanno presentate per la lettura
a lettere staccate, cioè divise da uno spazio ( è sufficiente una sola
casella vuota, altrimenti il bambino si disorienta) ed anche a righe
staccate (saltando cioè una riga). In seguito le parole potranno
riportare tutte le lettere unite. Per il primo anno converrà continuare
la lettura a righe distanziate. Mi scuso per queste raccomandazioni che a
molti sembreranno superflue, ma nei corsi di specializzazione per
insegnanti di sostegno nei quali ho insegnato ne ho viste di tutti i
colori: perfino un'intera pagina senza nemmeno uno spazio fra una parola
e l'altra!
Ricordate che la lettura tattile è analitica e pertanto non si concilia
affatto col metodo globale: richiede pazienza, costanza e applicazione. .
Se si procederà in questo modo, col concorso della famiglia nel
pomeriggio, già nel secondo anno di scuola si potrà mettere in mano
dell'alunno un testo a righe unite, purché opportunamente scelto: con un
buon rilievo, testi brevi e piacevoli con numerosi capoversi. La
Stamperia San Giacomo di Bologna ha prodotto parecchi testi per ragazzi,
splendidamente illustrati. La Biblioteca per Ciechi di Monza dispone di
molti libretti a righe distanziate per principianti. e' bene che
qualcuno della famiglia che dispone di più tempo impari il Braille, per
seguire appunto il bambino nel pomeriggio: egli ha bisogno di una persona
che lo ascolti, lo incoraggi, condivida con lui il piacere della lettura,
magari stirando o cucendo al suo fianco. Se si vuole che il piccolo si
porti al livello dei suoi compagni, è necessario impegnarsi in questo
modo: la pazienza dei primi anni sarà ben ripagata, col profitto che il
bambino riporterà in tutte le materie. Posso assicurare, per esperienza
personale, che ciò è possibilissimo: un cieco riesce a leggere
speditamente come un vedente.
Per facilitare la lettura del testo, è stata utilizzata una sola facciata
scritta pure a righe staccate, allo scopo di non affaticare la vista di
chi vede e per agevolare quegli adulti non vedenti che debbano o vogliano
imparare il Braille. I brani sono brevi per occupare poco tempo; il loro
contenuto è volutamente elementare, per agevolare chi è già impegnato nel
decifrare la scrittura. Il testo"in nero" corrispondente che accompagna
ogni pagina intende rappresentare un aiuto, da usare però con
intelligenza e misura, se si desidera impadronirsi effettivamente del
codice Braille.
Il manuale non esaurisce tutte le potenzialità del Braille; per lo studio
della matematica alle scuole superiori esiste presso la Biblioteca di
Monza un manuale completo ed altrettanto per quanto riguarda la
segnografia musicale. Qui potrete trovare quanto basta per affrontare la
scuola primaria e la scuola media, in quanto sono riportate tutte
lelettere straniere coi relativi accenti, umlaut per il tedesco, nonché
le note musicali coi rispettivi valori e i segni di pausa, per le prime
esercitazioni di solfeggio.
Le illustrazioni non rendono solo il testo più stimolante e gradevole, ma
rispondono pure ad una finalità didattica: intendono cioè suggerire agli
insegnanti i requisiti da rispettare nella realizzazione delle
rappresentazioni tattili: la semplicità del soggetto, la chiarezza del
segno, l'essenzialità dei particolari, le dimensioni. Il punteggiato è il
sistema più a portata di tutti, facilmente producibile, se non altro con
la tavoletta Braille di cui tutti gli alunni devono essere forniti; se si
desidera un prodotto più gradevole esteticamente, si può usare un feltro
e uno spillo o altro supporto spesso e morbido, oppure il piano Ballu che
fa parte del materiale didattico dedicato, con relativo punteruolo più
sottile.
Il Centro che può fornire il materiale didattico, compreso questo
manuale, è la Federazione delle Istituzioni pro Ciechi, Via Tommaso
Odescalchi 38, Roma.
E-mail:
ordini.tiflo@prociechi.it. .
Alida Giacomini
Ed ora, un po' di pubblicità
:__._,_.___