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anche stavolta il diabete non c'entra?

http://www.portalediabete.org/discussioni/primopiano/firenze_daniela.html

17\05\2008.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Firenze: un altro morto di diabete

Firenze: un altro morto di diabete. Ma anche stavolta “il diabete non
c'entra”.
E' stata la fattucchiera... sono stati i genitori... il caso... l'ignoranza.
Nessuno che abbia il coraggio (o l'onestà!) di dire che il diabete c'entra
eccome!
Di dire che di diabete si muore! E non solo a causa delle sue complicanze
croniche (malattie cardiovascolari, insufficienza renale, ictus).
Ma soprattutto che il diabete non è “solo una condizione”: il diabete è una
patologia grave, pesante da curare, ancora più pesante da “sopportare
psicologicamente”,
da accettare.

Continuiamo a presentarlo “mostrando” al mondo (ma anche ai diabetici!) le
facce sorridenti dei bambini che si fanno l'insulina, i muscoli potenti del
ciclista
o dello scalatore diabetico. Ma “il diabete” è anche il genitore che veglia
il bambino la notte per la paura dell'ipoglicemia.
Diabete è cercare lavoro e non trovarlo o perderlo. Diabete è non dichiarare
di averlo per non avere limitazioni sulla patente.
Diabete è il batticuore ogni volta (8 volte al giorno!) che aspetti che quel
maledetto reflettometro mostri il numerino.
Diabete è l'angoscia di aprire la busta con il risultato della glicata che
ti dice se sei stato “un bravo diabetico” o no (e se avrai complicanze).
Diabete, insomma, non è solo qualche dose di insulina e la conta dei
carboidrati.
Le nuove insuline, i nuovi microinfusori “aiutano”, ma non bastano!

Diabete è spesso disperazione. La disperazione di chi sa che nonostante
tutte quelle belle facce sorridenti dei depliants, nonostante quei traguardi
sbandierati,
la sua vita è cambiata per sempre. Ed accettarlo non è così semplice, tanto
meno per un genitore.
Non c'è dubbio che i medici, con le migliori intenzioni, cerchino di
rassicurare i pazienti, le mamme e i bambini, passando il messaggio che se
fai come
ti dicono, tutto sarà ok, proprio come nei depliants, ti dicono che il
diabete è controllabile, e se lo controlli starai bene.
Ma....quando vivi il diabete, spesso, ti accorgi che non è proprio così
semplice.
E i genitori della povera ragazzina di Firenze se ne sono accorti e hanno
cercato “la soluzione”.
Follia? Ignoranza? Può darsi.
Non mi esprimo su Marjorie Randolph (non abbiamo elementi sufficienti e ciò
che ha riportato la stampa mi sembra poco credibile).

Qui il “problema” è perchè quei genitori abbiano avuto il bisogno di cercare
una cura che ancora non c'è.
Il “problema” è che nessuno si è accorto del loro disagio, della loro
disperazione.... troppo presi a raccontare che “il diabete è una semplice
condizione,
non una patologia”.

Chi è il responsabile di questa morte?
I genitori che hanno dato un calcio alla medicina ufficiale (efficace), per
cercare “una cura che non c'è, perchè il peso della malattia era
intollerabile?”
La Rundolph che può aver mal consigliato la paziente?
I medici del Mayer che non sono riusciti a spiegare che il diabete è
curabile, ma inguaribile?
Nessuno. Il vero responsabile è il diabete. E contiamo un'altra vittima.

Mostrando al mondo solo la faccia felice, e non anche quella tragica che ci
sta dietro, avvalliamo la filosofia prevalente del "tollerare" anziché
"curare"
il diabete.
E' giunto il momento, dopo oltre 80 anni dalla scoperta dell'insulina, di
curare il diabete definitivamente .

Daniela D'Onofrio
Responsabile Portale Diabete