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libri accessibili, ma non scaricabili

articolo postato e commentato su varie fonti

a decorrere dal 10\07\2008, h. 17.05.
su lista vista

Ed ora, un po' di pubblicità

:

giuseppe di grande

Dalla notizia apparsa poco fa su Pc Facile la storia si capisce di più. Per
chi ha scritto l'articolo accessibile ma non scaricabile significa che il
libro può essere letto solo via internet.
Questo non è buono perché i modi di fruirli off-line sono tanti e sono vari.
Una soluzione al non scaricamento certo si trova facilmente, ma non penso
sia questo il punto da dibattere perché i libri devono essere fruiti
rimanendo nella legalità.
Da come scrivono qui invece si capisce che ora non vogliono manco farli
stampare, per paura che le stampe vengano male, per la conservazione futura,
per le rilegature, insomma pretesti. Come dire o li stampiamo noi o niente;
o te li leggi nel nostro spazio o nulla...
Le news vengono prese sempre con beneficio d'inventario, poi magari di vero
c'è poco.

***

Tecnologia contro il caro-vita
Tecnologia
Il caro-vita è entrato a far parte della quotidianità degli italiani e sono
moltissime
le famiglie in difficoltà.

Tra le spese che gravano maggiormente nei nuclei con bambini in età scolare,
i libri
di testo.
La tecnologia arriva così in soccorso delle famiglie.
Un nuovo emendamento del Governo dovrebbe, infatti, consentire ai genitori
di utilizzare
libri di testo in formato digitale.
Gli e-Book saranno però solamente accessibili e non scaricabili.
La decisione di non far scaricare i testi nasce per far risparmiare denaro
alle
famiglie abbassando anche i costi della stampa (carta, cartuccia, ecc.).
Far consultare ai giovani studenti i libri online dovrebbe alleggerire non
solo
i costi ma anche il peso di cartelle e zaini.
I testi non verranno stampati sia per ridurre i costi ma anche per possibili
difetti
di qualità della stampa, di rilegatura e conservazione.
livio mondini
Esercizio di collage. Visto che la questione è interessante, mi son
preso un po' di tempo per cercare di capire cosa sia successo con gli
emendamenti.
Qui di seguito ci sono: testo originale, emendamenti (e proponenti),
testo risultante. E' solo una specie di collage, non so se il testo
definitivo sarà questo. Comunque.

Testo originale

Art. 15
(Costo dei libri scolastici)
1. A partire dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della
normativa vigente e fatta salva
l'autonomia didattica nell'adozione dei libri di testo nelle scuole di
ogni ordine e grado, tenuto conto dell'organizzazione didattica
esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di
testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli
studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente
o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa
vigente.
2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi
contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle
scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un
triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, i libri di testo
per le scuole del primo ciclo dell'istruzione, di cui al decreto
legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione
secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line
scaricabile da internet, e mista. A partire dall'anno scolastico
2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri
utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista.
Sono fatte salve le disposizioni relative all'adozione di strumenti
didattici per i soggetti diversamente abili.

emendamenti

ART. 15.

Al comma 1, primo periodo, dopo la parola: grado, aggiungere le
seguenti: del sistema nazionale di istruzione.
15. 4. De Pasquale, De Torre, Coscia, De Biasi, Ghizzoni, Bachelet,
Nicolais, Mazzarella, Picierno, Levi, Siragusa, Russo, Pes, Ginefra,
Sarubbi, Lolli, Rossa, Madia, Melis.

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: disponibili, in tutto o in
parte, nella rete internet, aggiungere le seguenti: a con azione che i
testi presentino garanzie sulla provenienza, sull'integrità dei
contenuti e sul rispetto dei diritti di autore.
15. 10. Capitanio Santolini, Galletti, Ciccanti.

Al comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: scaricabile da internet.

Conseguentemente, al secondo periodo, sopprimere le parole:
scaricabili da internet.
15. 9. De Biasi, Ghizzoni, Levi, Picierno, Bachelet, Nicolais,
Mazzarella, Siragusa, Coscia, Rossa, Russo, De Pasquale, De Torre,
Pes, Ginefra, Lolli, Sarubbi.

Al comma 2, primo e secondo periodo, sostituire le parole: on line
scaricabili da Internet con la seguente: informatica.
15. 12. Capitanio Santolini, Galletti, Ciccanti.

Pag. 205

Al comma 2, primo e secondo periodo, dopo le parole: on line
aggiungere la parola: anche.
15. 14. Rubinato.

Al comma 2, terzo periodo, dopo le parole: soggetti diversamenti abili
aggiungere le seguenti: con difficoltà specifiche di apprendimento.
15. 8. De Torre, Ghizzoni, Coscia, De Pasquale, Pes, De Biasi, Levi,
Picierno, Bachelet, Nicolais, Mazzarella, Siragusa, Rossa, Russo,
Ginefra, Lolli, Sarubbi.

quindi dovrebbe diventare:

1. A partire dall'anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della
normativa vigente e fatta salva
l'autonomia didattica nell'adozione dei libri di testo nelle scuole di
ogni ordine e gradode sistema di istruzione, tenuto conto
dell'organizzazione didattica esistente, i competenti organi
individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o
in parte, nella rete internet a con azione che i testi presentino
garanzie sulla provenienza, sull'integrità dei contenuti e sul
rispetto dei diritti di autore.. Gli studenti accedono ai testi
disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a
seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.

2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi
contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle
scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un
triennio, a decorrere dall'anno scolastico 2008-2009, i libri di testo
per le scuole del primo ciclo dell'istruzione, di cui al decreto
legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione
secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa,
informatica, e anche mista. A partire dall'anno scolastico 2011-2012,
il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle
versioni informatica o anche mista. Sono fatte salve le disposizioni
relative all'adozione di strumenti didattici per i soggetti
diversamente abili con difficoltà specifiche di apprendimento.

http://www.biroblu.info/2008/07/art-15-dl-11208-libri-scolastici-elettro...
Art. 15 DL 112/08, libri scolastici elettronici un bluff?
12 Luglio 2008
Qualche tempo fa è stato presentato il Decreto Legge citato nel titolo, che al
Comma 5, Istruzione e ricerca, contiene alcune disposizioni di quelle destinate
a far notizia. Detto articolo è stato ampiamente commentato, per esempio da
Simplicissimus e BoxingBooks on the net a cui rimando per eventuali
approfondimenti.
Però, presto si sono sollevate voci di emendamenti tesi ad bloccare le novità
più salienti dell’articolo 15, come la possibilità di scaricare dal Web i testi
scolastici. Possibile, mi son detto? Certo che fa il paio con quanto raccontato
ieri su Punto Informatico da Roberto Scano. Come, proprio ora che il decreto
attuativo dell’art. 5 della Stanca è andato in Gazzetta Ufficiale, dopo duelli
rusticani e colpi di scena clamorosi, ora che l’obiettivo è a portata di mano…
Il decreto legge 112/08 chiede agli editori di cominciare a pubblicare su
Internet libri elettronici, questi libri devono essere anche accessibili secondo
legge Stanca, e dal decreto sparisce un punto così innovativo, democratico e
civile. Perché non gli va bene Internet? Ci sono tanti editori che permettono di
comprare libri elettronici su Internet, quale è il problema? Non c’è scritto
“scaricabili gratuitamente da Internet”, anzi si specifica “Gli studenti
accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento
a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente”, non capisco. Io credo che
non sappiano cosa significa “scaricabile da Internet”, ho come questo sospetto.
Internet è il demonio e lì son tutti o ladri o stupratori. E che c’entra il
fatto che alle famiglie potrebbe costare di più stampare in proprio piuttosto
che acquistare il libro? Decideranno le famiglie cosa sia preferibile per loro,
intanto iniziate a stabilire il principio e il diritto.
Sarebbe così bello per tante famiglie e persone che hanno difficoltà ad
utilizzare i normali canali di distribuzione poter scaricare i libri con un
clic. Libri uguali per tutti, per natura propria. Flessibili e accessibili, che
si adattano a tutte le periferiche e alle varie modalità di utilizzo dei
lettori. Hai bisogno di ingrandire il testo? Ok. Serve cambiare il colore di
sfondo e di primo piano? Ecco. Usi uno screen reader? Non c’è problema. Lo
stesso libro si adatta a contesti di fruizione diversi. Non è un bel pensiero?
Ed è così facile farlo.
Certo, preservando i diritti degli autori e degli editori, ci mancherebbe.
L’unica preoccupazione degli editori sembra essere la possibilità di copia.
Certo, la possibilità esiste. Ma si rendono conto che è molto più protetto un
file di un libro tradizionale? Che è molto più facile fare delle fotocopie che
improvvisarsi hacker? Si configura una specie di mostro: posso accedere al libro
ma soltanto se lo leggo su Internet. Così pago anche i costi di collegamento,
senza dubbio superiori a quelli di una eventuale stampa casalinga. Massì, diamo
qualche soldo anche al cartello della telefonia, oltre a quello degli editori.
Ma chi è che ha fatto questa roba? Parto come Sherlock Holmes sul sito della
Camera dei Deputati, e dopo non poca fatica comincio a trovare dei materiali.
Ecco gli emendamenti e i rispettivi firmatari:
ART. 15.
Al comma 1, primo periodo, dopo la parola: grado, aggiungere le seguenti: del
sistema nazionale di istruzione.
15. 4. De Pasquale, De Torre, Coscia, De Biasi, Ghizzoni, Bachelet, Nicolais,
Mazzarella, Picierno, Levi, Siragusa, Russo, Pes, Ginefra, Sarubbi, Lolli,
Rossa, Madia, Melis.
Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: disponibili, in tutto o in parte,
nella rete internet, aggiungere le seguenti: a con azione che i testi
presentino garanzie sulla provenienza, sull’integrità dei contenuti e sul
rispetto dei diritti di autore.
15. 10. Capitanio Santolini, Galletti, Ciccanti.
Al comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: scaricabile da internet.
Conseguentemente, al secondo periodo, sopprimere le parole: scaricabili da
internet.
15. 9. De Biasi, Ghizzoni, Levi, Picierno, Bachelet, Nicolais, Mazzarella,
Siragusa, Coscia, Rossa, Russo, De Pasquale, De Torre, Pes, Ginefra, Lolli,
Sarubbi.
Al comma 2, primo e secondo periodo, sostituire le parole: on line scaricabili
da Internet con la seguente: informatica.
15. 12. Capitanio Santolini, Galletti, Ciccanti.
Pag. 205
Al comma 2, primo e secondo periodo, dopo le parole: on line aggiungere la
parola: anche.
15. 14. Rubinato.
Al comma 2, terzo periodo, dopo le parole: soggetti diversamenti abili
aggiungere le seguenti: con difficoltà specifiche di apprendimento.
15. 8. De Torre, Ghizzoni, Coscia, De Pasquale, Pes, De Biasi, Levi, Picierno,
Bachelet, Nicolais, Mazzarella, Siragusa, Rossa, Russo, Ginefra, Lolli,
Sarubbi.
Proprio “scaricabili da Internet” non gli va giù. Ci sarà qualche attinenza con
le parole di saluto pronunciate da parte dell’ospite, il Presidente dell’AIE
(Associazione Italiana Editori) nonché Presidente della FEE - FEP (Federazione
degli Editori Europei) Federico Motta, a Editech 2008? Se la prende con tutte
queste voci che circolano sugli ebook a scuola ed afferma: “Naturalmente noi ci
schieriamo per la conservazione in questo campo!“.
Honni soit qui mal y pense, ci deve essere scritto sulla giarrettiera di
qualcuno. Ma chi sarà?
Indaga che ti indaga, eccolo qui!
“Tal dei tali” rileva che l’articolo 15, pur perseguendo un obiettivo
lodevole, presenta una serie di aspetti negativi, quali innanzitutto il fatto
della obbligatorietà dell’applicazione di tecnologie di cui non tutti sono in
possesso. In secondo luogo, vi sono riflessi negativi dal punto di vista
dell’economia domestica, dato che è più costoso stampare un libro che
comprarlo. Sarebbero inoltre in sofferenza anche le imprese del settore, oltre
ad essere non tutelate a sufficienza le prerogative a difesa del diritto
d’autore. Ricorda quindi che ha presentato un emendamento in Commissione di
merito volto a sopprimere le parole «liberamente scaricabile» dal testo
dell’articolo indicato.
Qui c’è della perversione: da nessuna parte nel decreto c’era scritto
“liberamente scaricabile”. Riporto i paragrafi in cui si parla di Internet: “i
competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in
tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi
disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei
casi previsti dalla normativa vigente”.
Oppure, “i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui
al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione
secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile
da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei
docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line
scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative
all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili”.
Leggete da qualche parte “liberamente scaricabile”? Non c’era, e negli
emendamenti è sparito “scaricabili da internet”. Non è perverso? L’unica cosa da
modificare secondo me era sostituire “on line” con “elettronica”, in modo da
ottenere “versione elettronica scaricabile da Internet”. Ma Internet è il
diavolo… vade retro!
Apro un quiz. Chi sarà il nostro “Tal dei tali”? Riuscite a immaginarlo? Io non
ci sarei riuscito. Proprio lui, Ricardo Franco LEVI, ve lo ri ricordate?
E rincara la dose:
Ricardo Franco LEVI (PD) sottolinea che le norme in materia di contributi
all’editoria di cui all’articolo 44 riguardano la riduzione dei contributi
diretti, che ammontano a circa 60-70 milioni di euro all’anno. Rileva in
particolare che le norme in questione fanno riferimento a un limite massimo
delle risorse previsto dal bilancio dello Stato che può portare notevoli
difficoltà per le imprese assegnatarie di tali contributi. Queste nel corso
degli anni hanno sempre ottenuto anticipazioni delle somme date come
contributi, proprio sulla base del fatto che tali risorse venivano considerate
veri e propri diritti soggettivi. Ritiene quindi opportuno correggere la norma
in questione considerando che i contributi all’editoria nel corso degli anni
sono stati già ridotti in modo consistente.
Emerenzio BARBIERI (PdL) rileva che esiste un problema fondamentale che è
quello di trovare una dialogo con l’opposizione per individuare le strategie
da seguire in alcune materie, tra le quali quella relativa ai libri di testo.
Ricorda in ogni caso che il ricorso alla questione di fiducia è stata una
prassi molto diffusa nei passati governi, primo fra tutti il Governo Prodi.
Condivide inoltre le osservazioni del collega Levi in merito ai libri di
testo, ricordando altresì che occorre coordinare la disciplina prevista dal
provvedimento in esame con le norme in materia di comodato e noleggio dei
libri. Rileva inoltre che il comma 4 dell’articolo 15 esclude l’applicazione
delle norme contenute nell’articolo 15 ai testi universitari, senza
un’apparente ragione; a suo giudizio va invece estesa la norma anche a questo
tipo di testi. Rileva inoltre che andrebbero meglio specificate le norme a cui
fa riferimento l’articolo 16 per quel che riguarda il sistema universitario,
poiché la clausola «in quanto compatibili» è troppo ambigua. Ritiene inoltre
necessario esplicitare all’articolo 63, comma 3, quali criteri debbano essere
seguiti per il riparto del Fondo. L’articolo 64 contiene infine un riferimento
normativo non esatto in materia di personale ATA che andrebbe corretto in
coerenza con quanto disposto dalla legge finanziaria per il 2008.
Paola GOISIS (LNP) rileva, per quanto riguarda i libri di testo, che
occorrerebbe tenere in considerazione che non tutti gli studenti hanno la
possibilità di collegarsi ad internet. Rileva peraltro che sarebbe opportuno
che le case editrici non cambino in continuazione l’edizione dei libri di
testo; occorrerebbe inoltre incentivare maggiormente la lettura da parte dei
ragazzi. Per quel che riguarda la scuola, ritiene che il problema vero da
affrontare riguardi la scuola media, intervenendo su tale settore. Rileva
peraltro che la scuola deve essere sempre un luogo nell’ambito del quale deve
essere assicurato il pluralismo più efficiente. Ricorda inoltre che occorre
ancora riformare le università, ricordando peraltro che occorre utilizzare
meglio il patrimonio pubblico compreso quello delle università e che una
soluzione a tale tipo di problema è configurata sicuramente dal federalismo.
Giuseppe di grande
Ringraziando anche l’onorevole Levi, per cui rivolgo un appello a tutti i
lombardi affinché continuino a votarlo, metto in evidenza un’altra cosa che
non capisco:
***
Al comma 2, terzo periodo, dopo le parole: soggetti diversamenti abili
aggiungere le seguenti: con difficoltà specifiche di apprendimento.
***
Io sinceramente non ho idea se per la legge italiana, in quanto cieco
assoluto, io abbia anche “difficoltà di apprendimento”
Se così fosse ingoio il boccone amaro e stringo i denti, magari da cannibale
su uno di questi geniacci.
Se così non fosse io mi chiedo, forse sbagliando: posso fruire dei libri
accessibili ma non scaricabili solo se ho delle difficoltà per apprenderli?
E mettiamo il caso che la mia disabilità fisica non mi dia diritto ad avere
gli strumenti per “diversamente abili con difficoltà di apprendimento”. Mi
metto nei panni di un diversamente abile con difficoltà di apprendimento e:
sarò capace di accedere a quei libri online accessibili e non scaricabili?
sarò in grado di apprendere i contenuti di questi libri?
e questi libri, viste le mie difficoltà di apprendimento, sono gli stessi che
usano tutti i miei compagni di classe o i contenuti sono adattati alle mie
esigenze?
E ritorno io, cieco assoluto diversamente abile: in sostanza quali sono i
benefici diretti a me? Se i “fatto salvo” si riferiscono a chi ha difficoltà
di apprendimento, i vantaggi che avrò da tutto questo sarà la possibilità di
accedere via internet o di avere il libro di carta… da scansionare nuovamente?
E mettiamo il caso che non ci sia alcuna difficoltà ad accedere a questi
libri, a scuola come farò per accedervi? Le scuole hanno le infrastrutture
necessarie per dare l’accesso via internet? Magari nella Lombardia del sig.
Levi le scuole sono talmente avanzate che hanno una rete wifi interna per
l’accesso a internet… chissà, forse è così. Qui al sud si ringrazia perché
gradini e scale delle scuole hanno raggiunto un sufficiente grado di
accessibilità… per i comuni studenti. Quelli in carrozzina tutti al piano
terra.
Livio mondini
grazie per il blog… lo hai registrato al ROC e hai pagato latassa a
Levi?
Noa
Ho giusto fatto, or ora, una ricerca simile alla
tua.
Finisco di commentare da te e poi la posto sul ns blog
La questione dei diritti d’autore è quella oggettivamente più spinosa, ma per
quanto riguarda l’editoria scolastica penso sia un pretesto.
Noi di BBN (www.bibienne.com) abbiamo deciso di rilasciare i pdf con una
licenza d’utilizzo che consente la libera stampa, fotocopia, distribuzione.
Vedi su wikipedia alla voce Libro di testo.
L’unica protezione è quella sulla modifica dei contenuti, per evitare che
qualcuno riediti i file scrivendo delle bufale: sarebbe un danno per tutti.
Per quanto riguarda le connessioni e il download degli ebook, anche se i
nostri testi sono scaricabili, forniamo i CD alle scuole. In questo modo
possono fare tutte le copie che vogliono (non proteggiamo i CD) senza avere
problemi di connessione o di banda (peso dei file).
Livio mondini
. Ma certo, Internet e qualsiasi tipo
di supporto : CD, chiavette USB, DVD… c’è l’imbarazzo della scelta. Quello che
non capisco è perché Internet no, e come sottolinea Giuseppe perché solo
soggetti diversamenti abili con difficoltà specifiche di apprendimento. E chi
è “solo” diversamente abile?
:-)