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Non è mai troppo tardi, terza parte

nunziante esposito su uiciechi.it, 2008-06.

Undicesima puntata, terzo ciclo.

Ed ora, un po' di pubblicità

:

Adattamento per disabili visivi delle lezioni tratte dal progetto " Non è mai troppo tardi " di Rai Educational in convenzione con il Ministro per l'Innovazione
e le Tecnologie.

******

Giulia: Dai nonno, muoviti.

PROFESSORE: Eh quanta impazienza! Adesso andiamo, andiamo. Dobbiamo fare un viaggio lungo. Eh quanta pazienza con queste nipotine. Oh, siamo arrivati.
Una
piccola pausa. Allora, scendi!

Giulia: Nonno dai basta, fine della passeggiata, andiamo che è tardi.

PROFESSORE: Ma possibile sempre di fretta? Ti stai perdendo un bello spettacolo.

Giulia: Dai nonno che la strada è ancora lunga.

PROFESSORE: Va bene va bene, ancora una volta il nonno cede. Va bene, andiamo, ripartiamo. Quanta fretta.

Giulia: Ma mettiamo un po’ di musica?

PROFESSORE: Giulia ferma con quelle mani, ma stavo sentendo le notizie!

Giulia: No, dai nonno, sai che noia, Ma sai che noia senza musica! Lui è mio nonno!

Amica: Piacere!

Giulia: Lei è una mia amica.

PROFESSORE: Piacere.

Amica: Possiamo andare, ti presento gli altri?

Giulia: Okay, ciao nonno ci vediamo dopo.

PROFESSORE: 240 chilometri per sedermi su una panchina. Eh va beh, pazienza.

Musica.

Giulia: Nonno, nonno! Nonno ma che fai, dormi?

PROFESSORE: Che c’è?

Giulia: Nonno è tardissimo, dobbiamo tornare a Roma che c’è una festa.

PROFESSORE: A Roma?! Altri 240 chilometri! No!

* * *

FRANCESCA: Buongiorno a tutti.

Tutti: Buongiorno Francesca.

CARLO: Piano, parliamo piano, c’è qualcuno che deve aver dormito poco questa notte.

FRANCESCA: Professore? Buongiorno, bentornato tra noi. Ha fatto le ore piccole stanotte?

PROFESSORE: Ridete ridete, voi non avete delle nipoti come le mie, io ormai sono diventato il loro accompagnatore ufficiale. Pensate che Giulia mi ha portato
in Abruzzo, a rincorrere un amico, dice. Non ce la faccio più dalla stanchezza.

LUISA: Il mio Mattia è troppo piccolo per certe cose, ma hai ragione, per fare i nonni ci vuole sempre troppa energia.

PROFESSORE: E non solo quella cara Luisa, pensate che mi hanno assegnato persino i compiti a casa. Giulia ha scattato delle foto e ora vuol farne un album,
ma lei va in vacanza, capito, e le devo sistemare io le foto, abbellirle, ritoccarle al computer. Ma come faccio Francesca a fare una cosa del genere?

FRANCESCA: Ci pensiamo noi guardi. Mi faccia ragionare un po’, perché in realtà esistono tantissimi programmi di foto ritocco in internet, però le garantisco
che, guardi professore, entro la fine della lezione le farò fare un figurone con la sua nipotina Giulia.

PROFESSORE: Grazie, grazie Francesca, lei è sempre il nostro asso nella manica.

FRANCESCA: Ecco, vedo però che le notizie oggi non terminano qui. Il dottore è assente, Anselmo, Anselmo con, che cos’ha al collo Anselmo? Una piccola
pen
drive, non mi dica che ha imparato ad usarla?

ANSELMO: Io l’ho comprata e ho fatto già tanto, ma come si usa quello no, non l’ho capito proprio.

FRANCESCA: Niente paura Anselmo, me la presti e facciamo un ripassino per tutti. La pennina è una cosa molto molto utile, ma mi tolga una curiosità, ma
se non la sa usare ma perché se l’è comprata?

ANSELMO: Primo: perché ce l’hanno tutti. Secondo: perché mi ricordo che ci si possono mettere dentro tutti i file, foto, documenti e, quindi, ne ho approfittato
per comprarla al negozio sotto casa. Terzo: perché con quella appesa al collo, mi sento molto tecnologico.

FRANCESCA: Sei veramente unico Anselmo. Però, cerchiamo anche di imparare ad usarla.

notate, è semplicissimo. Dunque, vi ricordate? Apro la pennina, insomma tolgo il coperchio protettivo per liberare la spina di collegamento, la inserisco
nella porta USB, ecco che da subito il computer mi segnala la presenza della mia pennina, cioè emette il classico suono di quando si collega una periferica
USB.

MARIANNA: Devo ammettere che nemmeno io ricordo tanto bene come funziona la pennina. Una volta inserita i documenti dove li possiamo prendere?

FRANCESCA: Normalmente, appena dopo qualche secondo, si apre una finestra con la quale il sistema operativo ci chiede cosa fare per la periferica collegata,
presentando una serie di opzioni che possiamo scegliere con le frecce verticali e convalidare con invio.

Per ritrovare la mia pennina, ammesso che non funzioni l'avvio automatico e non si apre la finestra suddetta, vado sul desktop, cerco RISORSE DEL COMPUTER,
l’icona con la quale siamo abituati ad usare anche per cercare altro, premiamo invio ed eccola qui la finestra che si apre.

Se la lista delle cose di questa finestra non è messa in elenco, la modalità più idonea a non avere problemi per noi, vado nel menu visualizza con alt
più
V, scelgo elenco e premo invio.

Ora premendo freccia giù, trovo F DISCO RIMOVIBILE, premo invio e si apre la finestra che mostrerà quello che contiene la nostra penna, in questo caso,
nulla.

ANSELMO: E poi cosa succede? Tutti i documenti vanno dentro la pennina?

FRANCESCA: Beh non proprio Anselmo, dunque, se lei vuole aprire un file che è dentro la pennina, basta selezionarlo e premere invio. Però, in questo caso,
come dicevo la sua pennina è vuota, quindi, non c’è alcun documento dentro.

Allora, se vogliamo salvare un file o mettere un documento dentro la pennina, come dice lei Anselmo, vi faccio vedere come si fa.

ANSELMO: Ma non abbiamo un file da salvare.

FRANCESCA: Mettiamo che, per esempio, vogliamo trasferire sulla penna la cartella Francesca che abbiamo sul desktop, vi ricordate il copia ed incolla?

Tutti: No.

Francesca: Allora, prima cosa, togliamo dal monitor la finestra aperta, quella della pennina, riducendola ad icona con il comando tasto Windows più M.

Ci ritroveremo proprio sul desktop. Cerchiamo la cartella Francesca con la pressione del tasto F, e una volta selezionata, premiamo control più C, per
copiarla
negli appunti.

Ora dobbiamo riaprire la cartella che abbiamo ridotto ad icona. Per farlo, ci basta premere e tenere premuto il tasto alt e, ad ogni pressione di tab,
ci
viene detto cosa possiamo aprire se rilasciamo il tasto alt.

Quando sentiremo Disco rimovibile (F), lasceremo alt e la finestra si aprirà, ripresentandosi sul monitor. Se in quel momento è aperta solo quella finestra,
alla pressione di alt più tab, si aprirà subito.

Con la finestra aperta, quella della pennina per intenderci, premiamo control più V, ed incolliamo la cartella Francesca che avevamo copiato negli appunti.
Inizia la copia e siamo avvisati dal nostro screen-reader quando inizia la copia, mentre ci accorgiamo della fine di questa operazione quando lo screen-reader
ci legge il nome della cartella che ormai è già sulla nostra pennina.

ANSELMO: Il file è entrato nella pennina, ma io con il copia ed incolla non vado proprio d’accordo, non riesco a imbroccarne uno.

FRANCESCA: In realtà ci sono per lo meno altri due modi.

Riduciamo ad icona la finestra, come abbiamo fatto prima, e siamo sul desktop.

Supponiamo di voler inserire una foto in questa memoria esterna, nella nostra pennina. Allora, vado a prendere il mio file, ricordate che nella cartella
Foto che sta sul desktop abbiamo una serie di foto, quindi, ci posizioniamo sulla cartella foto e premiamo invio.

Quando siamo al suo interno, selezioniamo una foto, apriamo il menu file con alt, con freccia giù, scegliamo INVIA A, premiamo freccia destra per aprire
il sottomenu.

Troviamo alcune opzioni, con freccia giù scendiamo fino a F, abbiamo visto che F è la nostra pennina, premiamo invio e la foto dal nostro, dalla vostra
cartella sarà copiata nella nostra pennina.

Se apriamo la cartella della nostra penna che si chiama "pen drive", come abbiamo fatto prima, premendo alt più tab, possiamo vedere che la copia è avvenuta
e nella nostra pennina abbiamo il file come voluto.

Riduciamo di nuovo ad icona la cartella della nostra pennina. Se si tratta invece di copiare un documento di word, prendiamo per esempio TERESA.DOC, che
è sempre sul desktop, quindi, visto che siamo già sul desktop, premendo la lettera T, cerchiamo il file Teresa.doc.

Una volta selezionato, con invio apriamo il documento. Con il documento aperto, con alt più F, apriamo il menu FILE, SALVA CON NOME, questo è un altro
modo,
ed invio.

Con tab vado fino a salva in, scelgo di salvarlo sul mio F, la mia pennina, mi posiziono su F e premo invio. Ancora con tab raggiungo il pulsante salva
e premo invio.

Premendo tab, passo anche su un campo dove c'è la lista di quello che per il momento ho dentro questa pennina.

Chiudiamo ora il documento con alt più F4. Se ora apro la cartella della pennina con alt più tab, sarà visualizzato il contenuto della mia pennina, e tra
i file presenti ci sarà anche il file Teresa.doc.

Mi raccomando è importante considerare che una volta che avete salvato quello che vi occorre sulla vostra pennina, prima di chiuderla, cioè prima di estrarla
dal computer, è importante che voi la disattiviate.

Per farlo, c’è un comando che mi segnala la presenza della mia pennina, il comando "rimozione sicura dell'hardware", che posso trovare nel system Tray,
per capirci, la zona vicino all'orologio.

Quando vado nel system tray, premo invio sul pulsante "rimozione sicura dell'hardware", si apre la finestra per la disattivazione, con le frecce scelgo
volume generico F perché così abbiamo visto che si chiama la mia pennina e premo invio.

Il computer mi dice “è possibile ora rimuovere l’hardware”, ed emette un breve suono per avvisarmi che posso staccare la mia pennina.

A questo punto posso estrarre la mia pennina che contiene i file che ho scelto di copiare, senza il rischio di perdere quello che ho copiato o, nella peggiore
delle ipotesi, di danneggiare addirittura la pen drive.

ANSELMO: Ma è facile sul serio, meno male, così ora non solo potrò sfoggiare la mia pen drive ma anche usarla.

* * *

SALVATORE: Mi dicono che un nonno ami il suo nipotino più forse di quanto un padre e una madre, paradossalmente eh, amino i loro figli. Sì, forse perché
è più disponibile, o più paziente, o addirittura perché è più attento.

PROFESSORE: E’ vero Salvatore, l’attenzione è uno degli impegni più importanti per un nonno. Tu pensa se un bambino si fa male quando è affidato a te,
si
procura una ferita, una frattura, guarda non posso pensarci, ne proverei un rimorso terribile. Per non parlare poi di un bambino che ti scompare da sotto
gli occhi, ti giri e non lo trovi più.

MARIANNA: Ma, come la scomparsa dei bambini? E’ vero che molte persone si allontanano, ed è una cosa folle, inaudita, inaccettabile, ma sia per i bambini
naturalmente che per i genitori, ma io non credo che questo fenomeno sia così diffuso.

PROFESSORE: Purtroppo cara Marianna è molto diffuso. Sapessi quanti bambini scompaiono, quante mamme piangono, quanti bambini, piccole creature soffrono
della lontananza dai loro cari, e non solo quella, purtroppo.

SALVATORE: E’ vero è vero, io mi sono occupata di questa cosa per molto tempo, e conoscendo la cattiveria e la malignità dell’animo umano io mi raccomando
sempre a mia moglie di non perdere mai di vista le nostre bambine, specialmente quando si va nei locali affollati, come potrebbe essere un mercato, un
supermercato.

MARIANNA: E’ terribile quello che mi state raccontando, se mi immedesimo in uno di quei genitori straziati dal dolore impazzisco anch’io. Non sapere dove
sta, con chi sta, che cosa gli stanno facendo, come lo trattano. C’è veramente da impazzire. Ma forse c’è un sito in internet che si occupa dei bambini
scomparsi?

PROFESSORE: Potrebbe essere. Chiediamo a Francesca, eh?

* * *

LUISA: Francesca, vorrei farle una domanda un po’ insolita.

FRANCESCA: Mah, questo è l’anno delle questioni originali direi, va bene speriamo che le possa rispondere, mi dica Luisa.

LUISA: Ci chiedevamo se esiste un sito su internet per i bambini scomparsi, magari per guardare le foto o dare anche una mano se abbiamo informazioni.

FRANCESCA: Certo Luisa. Quindi andiamo magari sul sito della Polizia e vediamolo insieme.

SALVATORE: Esiste davvero anche un sito dedicato ai casi di minori scomparsi?

FRANCESCA: Assolutamente. Allora guardate ci si può accedere, come dicevo, dal sito della Polizia che ha un indirizzo facile, che è
http://www.poliziadistato.it
, andiamoci insieme, ormai siamo bravissimi a entrare in internet dando invio sulla icona Internet Explorer che troviamo sul desktop.

Quando si apre la pagina impostata, apriamo la barra degli indirizzi con control più F12, scriviamo
http://www.poliziadistato.it
, e premiamo invio. Si apre la pagina che è la home page della Polizia di Stato.

Se aprissimo la pagina per la prima volta, conviene, come sempre, leggere attentamente tutta la pagina, esplorandola con freccia giù.

Per poter accedere ai dati in possesso della polizia di Stato, cercheremo il link " Banche dati ", SEGUITO DALLA SCRITTA CHE LA BANCA DATI CONTIENE NOTIZIE
SU MOLTE COSE, TRA CUI, BAMBINI SCOMPARSI.

DANDO INVIO SUL LINK suddetto, si apre una pagina sulla quale sono presenti alcuni link per trovare in questo data base, Auto ed oggetti rubati, Armi,
Latitanti,
Bambini scomparsi e Documenti smarriti.

Per raggiungere subito il contenuto della pagina useremo i comandi dello screen-reader, perché il comodo link apposito vai al contenuto non è stato usato
in questo sito. Per chi usa Jaws, premendo insert più invio, si fa subito.

Raggiunto il contenuto della pagina, oppure se abbiamo messo in elenco i link, cercheremo il link Bambini scomparsi e premiamo invio.

Si apre il sito che ha un suo indirizzo, appunto
http://www.bambiniscomparsi.it/
. Vediamo di cosa si tratta.

SALVATORE: E’ pieno di foto di bambini.

FRANCESCA: Certo Salvatore, è un sito assolutamente utile che contiene tutte le foto di bambini, come ha notato giustamente, proprio perché sia facile
l’identificazione
e sia possibile avvisare se c’è stato qualche avvistamento.

E poi, se scorriamo con freccia giù, ci rendiamo conto subito che il menu è ricco di sezioni che approfondiscono, purtroppo, questo triste argomento, e
più in basso sulla pagina, ci sono dei link che ci aiutano meglio a capire.

Infatti, se premiamo invio sul link COSA FARE, si apre una pagina dove si possono leggere i consigli utili su proprio che cosa fare come prime 2 o 3 cose
importanti quando una persona cara, un bambino, si perde o comunque si allontana non volontariamente da casa.

MARIANNA: E’ molto ricco, è veramente un sito utilissimo per avere informazioni.

FRANCESCA: Sì ma, se torniamo alla home page con alt più freccia sinistra, oppure usiamo il link home page, al centro della pagina c’è anche un modo molto
veloce di fare una ricerca, una ricerca rapida sui minori scomparsi.

Cerchiamo con freccia giù la scritta ricerca rapida e alla riga successiva, cominciamo a trovare dei pulsanti radio con i quali fare una scelta tra maschio
e femmina. Ci posizioniamo sul primo pulsante radio e premiamo invio per attivare la modalità scrittura, per poter fare le nostre scelte ed inserire i
dati per la ricerca.

Allora, supponiamo di inserire soltanto due dati per andare a vedere un elenco probabile. Dunque, diciamo che vogliamo cercare una femmina, quindi con
le
frecce selezioniamo il pulsante radio femmina. Premiamo tab e ci spostiamo al campo per fare la seconda scelta. Troviamo una casella combinata per scegliere
la nazione. È già impostata su Italia, a noi sta bene, quindi, volendo rimanere sul generico, premiamo tab fino a trovare il pulsante RICERCA.

Premendo invio, si apre una pagina con il risultato della ricerca, con tutte le bambine, ne hanno trovate 18, mettendo un anno generico, scomparse negli
ultimi anni.

Sempre sulla home page, ma anche dalle pagine interne, c’è una sorta di formulario, un motore di ricerca più preciso, dove io posso fare ricerche più approfondite,
cioè mettendo più informazioni, ad esempio, il nome di battesimo, il secondo nome, data della scomparsa, eccetera, eccetera.

PROFESSORE: E’ assurdo che ci siano tanti bambini scomparsi. Non si può credere.

FRANCESCA: Davvero professore è dura da credere. Vi invito a cercare un’altra cosa utile di questo sito, se andiamo in alto premendo control più home,
premendo
il tasto tab, troveremo tra i primi link "CONSIGLI UTILI".

Premendo invio su questo link, si apre una pagina che presenta dopo il solito motore di ricerca, due link che sono due opzioni molto importanti: "Sei un
bambino? Clicca qui", "Sei un adulto? Clicca qui".

Essendo questi link a fine pagina, faremo prima se andiamo a fondo pagina con control più fine e poi risaliamo verso l'alto con le frecce o con shift più
tab.

Premo invio sul primo se sono un bambino, sul secondo se sono un adulto. Abbiamo solo da scegliere, quindi, se premo invio su SONO UN ADULTO, c’è tutta
una serie di consigli e di accorgimenti che bisognerebbe utilizzare per difendere veramente i nostri figli, i bambini che ci vengono affidati.

Invece se sono un bambino, ormai i bambini fin da 5-6 anni cominciano a giocare col computer, quindi è verosimile che si ritrovino in un sito del genere
e che magari finiscano in questa pagina, ecco c’è il punto di vista del bambino, alcuni consigli per difendersi, per non allontanarsi dai genitori, insomma
è visto tutto da un punto di vista del bambino.

LUISA: Francesca, il mio nipotino è ancora piccolo, ma appena sarà in grado di capire gli insegnerò di sicuro quello che consiglia questo sito.

FRANCESCA: Brava Luisa, buona idea. Ecco un’altra cosa importante da tener presente su questo sito, questo sito serve a ricevere segnalazioni utili per
il ritrovamento di questi bambini scomparsi, quindi è buona regola per noi dedicare almeno 10 minuti ogni tanto a siti come questo perché tenendo gli occhi
aperti possiamo essere utili veramente, insomma anche i minimi indizi potrebbero essere utili a ritrovare uno di questi bambini.

TERESA: Certo, lo faremo con piacere, potremmo dare veramente un apporto concreto al ritrovamento di un bambino.

FRANCESCA: Bravissima Teresa. Buona idea, anzi se doveste eventualmente avere qualche indizio, qualche segnalazione, da inviare alla Polizia di Stato,possiamo
usare il link scrivimi che è all'inizio di ogni pagina di questo sito.

Premendo invio su questo link, si apre una nuova pagina che ci informa sui dati che forniremo, dicendoci che sono delle informazioni di base, segnalano
che non è possibile denunciare abusi o fare querele attraverso questa pagina o attraverso una e-mail.

Infatti, in fondo alla pagina c'è un link AVVISO IMPORTANTE e premendo invio su questo link si apre una nuova pagina sulla quale ci viene ricordato che
è il 113 il numero a cui rivolgersi, però, una volta letto l’avviso, troviamo un pulsante per confermare la lettura dell'avviso.

Lo stesso pulsante, apre una successiva pagina sulla quale troviamo, proprio in fondo alla pagina, un form da compilare con i nostri dati, oltre al campo
dove inserire il messaggio da recapitare per la segnalazione.

Quindi, una volta che si è aperta la pagina, ci portiamo prima con control più fine alla fine della pagina e poi risaliamo con le frecce verso l'alto e
troveremo subito il form.

In pratica, abbiamo proprio un indirizzo preciso cui possiamo mandare comunque delle informazioni, dei dettagli su cose che conosciamo.

* * *

ANSELMO: Carlo, ho bisogno di un consiglio, ho uno strano problema di salute.

CARLO: Che c’è Anselmo? Stai male? Non mi far preoccupare, su.

ANSELMO: Ma non si tratta di me, è del mio gatto.

CARLO: Il gatto? E da quando è che hai un gatto?

ANSELMO: Da qualche mese, siamo sempre andati d’accordo, ma ultimamente è un po’ strano.

CARLO: Anselmo io mica sono un veterinario che ti posso aiutare. Comunque dimmi di che si tratta.

ANSELMO: Beh, tutto è cominciato da un’insalata di valeriana, ultimamente ero un pochettino nervoso.

CARLO: Già la valeriana è un ottimo rimedio contro l’ansia, e non intontisce.

ANSELMO: Eh già tu hai ragione, ma sul mio gatto ha avuto un effetto collaterale, da quando ha messo il muso sul mio piatto e ne ha mangiato un po’ è cambiato
totalmente: miagola, salta, è iperattivo, non lo riconosco proprio.

CARLO: Ora capisco Anselmo, la valeriana, o erba gatta che dir si voglia, sui felini ha l’effetto contrario che ha sugli uomini, presa a piccole dosi li
eccita, li vitalizza. Ecco perché il tuo gatto è su di giri ultimamente.

ANSELMO: Ma davvero!? Allora dovrò tenere il mio gatto lontano dalle mie insalate.

CARLO: Eh già, per una buona convivenza certamente, ma senti Anselmo, è la prima volta che io sento dire che un gatto mangia l’insalata.

* * *

FRANCESCA: Bene, oggi accontenteremo il professore e la sua intraprendente nipotina parlandovi di un software, un programmino leggero che scatenerà la
vostra
fantasia e la vostra creatività.

LUISA: Di scatenare la nostra creatività. Sì sì già sento che l’idea mi piace!

FRANCESCA: In pratica voglio insegnarvi ad usare un programma di foto ritocco.

*******

Nota bene: da questo punto in poi e fino alla fine di questa puntata, le indicazioni date per il programma di foto ritocco, valgono solo in parte per noi.

È ovvio che non è possibile per chi non vede eseguire il foto ritocco, ma, se si conosce il programma, si possono ritoccare lo stesso le foto.

Infatti, possiamo sempre avvalerci della collaborazione di un vedente, al quale possiamo dare tutte le indicazioni e fare in modo da eseguire quello che
vogliamo. Insomma, il solito occhio in prestito.

Molti comandi usati sono contenuti nei menu del programma, quindi, si possono usare benissimo anche senza vista. Ovviamente mi riferisco ai comandi di
rotazione,
di posizionamento ed ingrandimento delle foto da modificare.

******

TERESA: Quindi un programma che ci permetterà di modificare le fotografie? giusto Francesca?

FRANCESCA: Giustissimo Teresa.

PROFESSORE: E qual è un buon programma di foto ritocco?

FRANCESCA: Dunque il più famoso in assoluto è fotoshop, però, io vi voglio presentare un altro programma, si chiama I fotoplus4.

Attenzione, perché io l’ho installato nel mio computer, ma voi no, quindi, seguite bene tutti i passaggi, magari prendete appunti, in modo che ricordate
e dopo riuscite a rifare le cose che vi spiego qui in classe.

PROFESSORE: Tranquilla Francesca, staremo attentissimi, soprattutto io.

FRANCESCA: Bravo professore, e anche gli altri prestino attenzione mi raccomando che è importante. Andiamo sul desktop, cerchiamo l’icona di i FOTOPLUS4
e premiamo invio.

Ecco che si apre il mio programma, con la solita barra dei menu e anche tutte le icone della barra degli strumenti.

CARLO: E dove le prendiamo le foto?

FRANCESCA: Le prendiamo dal nostro computer, dove sappiamo di avere delle foto, insomma, il computer lo conosciamo e sappiamo dove le abbiamo messe.

Allora, premiamo alt per aprire i menu, ci troviamo su FILE, freccia giù fino ad APRI E PREMIAMO INVIO.

Si apre la finestra per cercare i file, in questo caso le foto, questa finestra funziona come per word e come per altri programmi, quindi, con tab ci portiamo
sul campo "Cerca in", e con freccia giù andiamo a cercare la cartella che contiene le nostre fotografie.

Per esempio io sul desktop, ho messo una serie di foto da ritoccare, nella cartella foto da ritoccare, quindi, con freccia giù, andiamo a selezionare questa
cartella e premiamo invio per selezionarla.

Premendo tab ripetutamente, ci spostiamo sull'elenco del contenuto di questa cartella. Qui, con le frecce scegliamo una foto, gattino.jpg per esempio,
e
apriamola premendo invio.

La foto sarà visualizzata nella modalità impostata nel programma e si aprirà al centro del nostro schermo.

Se non dobbiamo fare cose per le quali è indispensabile la vista e per le quali ci faremo dare un occhio in prestito, andiamo a lavorare sul nostro gattino.

LUISA: E’ veramente interessante.

FRANCESCA: Ecco adesso di questo gattino possiamo fare praticamente quello che vogliamo. Per esempio, andiamo nel menu strumenti con alt più S, cerchiamo
il comando REGOLA e premiamo invio. Si apre una finestra nella quale possiamo decidere di ruotare, capovolgere la foto, per esempio, con tab raggiungiamo
il pulsante capovolgi orizzontalmente e premiamo invio. La foto si capovolge orizzontalmente e la testa del gattino si sposterà a sinistra.

LUISA: E’ bellissimo, possiamo fare quello che vogliamo con le foto. Che meraviglia!

FRANCESCA: E non è tutto, possiamo anche ritagliare, per esempio, ma abbiamo bisogno di chi usa il mouse per selezionare la parte da ritagliare, dopo aver
dato invio sul comando RITAGLIA, oppure se facciamo cliccare sull'icona ritaglia che si trova nella barra degli strumenti del programma.

Quelle della barra degli strumenti, sono icone molto grandi quindi sono facili anche da ricordare, oltre a poterle usare anche noi. Infatti, se esploriamo
lo schermo, possiamo azionarle con il tasto sinistro simulato del mouse.

Sulla schermata compare un quadratino che può essere spostato, prima portandoci sopra il cursore del mouse e poi tenendo premuto il tasto sinistro. Movendo
il mouse, per esempio, posso inquadrare la testa di questo gattino portando prima il quadratino su di essa e Poi andando sui lati di questo quadrato, o
rettangolo, e posso cambiarlo o allungarne una parte, e centrare bene la testa.

Facendo questi movimenti, faccio in modo da far circondare dal mio quadrato o rettangolo quello che io voglio ritagliare.

Quando ho deciso che questa è la mia nuova inquadratura, diciamo così, posso cliccare due volte o premere invio ed ecco il particolare del gatto in una
nuova foto.

PROFESSORE: E se poi il taglio non ci piace come facciamo?

FRANCESCA: Beh facilissimo. Allora non abbiamo ancora salvato, quindi, possiamo andare nel menu modifica, abbiamo i comandi ripeti che ripete l’azione
e
il comando annulla che annulla l'ultima azione eseguita.

Quindi premendo invio su ANNULLA, è come se non avessi fatto l’ultima azione. Se premo due volte su annulla, è come se non avessi fatto le ultime due azioni.
E questo vale per 3 o 4 passaggi naturalmente. Possiamo anche premere alt più F4 e quando il programma ci chiede se vogliamo salvare, selezioniamo il pulsante
no e premiamo invio senza salvare le modifiche.

Sarebbe comunque buona norma avere le foto originali in una cartella da parte e lavorare sulle copie, eliminando gli originali solo se le modifiche saranno
andate a buon fine.

TERESA: Però, sembra semplice da usare questo programma.

FRANCESCA: Possiamo, per esempio, cliccando su COLORE o su RITOCCA ancora meglio, guardate possiamo fare veramente quello che vogliamo di questo gattino.

Per esempio andiamo su COLORAZIONE possiamo prendere un pennello a setole, io adesso sto andando a caso per mostrarvi quali sono le possibilità, scendo
qui e vedo per esempio il colore che più mi piace, vedete qui sulla barra degli strumenti che si apre assieme al pennello, clicco su COLORE e scelgo per
esempio un marrone rossiccio, ecco qui, do l’okay.

Col mio pennello a questo punto posso, vedete, fare dei puntini rossi della tinta un po’ del nostro gattino rosa, sul gattino, farlo diventare un po’ un
ghepardino, a seconda di quanto tengo il pennello il puntino verrà più o meno grande, cioè devo tenere il pennello e muoverlo un pochino per fare dei pallini
sul gatto, così da colorargli il pelo e diventa un piccolo ghepardino. Andiamo in basso a sinistra su FINE, vedete, sono iconcine molto visibili anche
abbastanza grandi. Poi saliamo in alto su SALVA clicchiamo una volta su SALVA ed ora chiudiamo il nostro programma. Per il momento ci accontentiamo di
quello che abbiamo imparato.

SALVATORE: Grazie Francesca, lei insegna benissimo e ci fa anche divertire molto. E poi è proprio saggio quello che ha detto, il prossimo anno, certamente
il prossimo anno.

* * *

TERESA: Carlo scusami, ma io non ho ancora capito di cosa si occupa questo convegno.

CARLO: Vedi questo convegno molto importante si occupa di coloro che da bambini hanno avuto la poliomielite, sai questa malattia è stata devastante, ha
avuto delle ripercussioni veramente notevoli. Adesso con il vaccino comunque è difficile prenderla, però in alcuni continenti ancora esiste.

TERESA: Ma tu scusami non sei un dottore perché te ne occupi?

CARLO: Certamente no, ma vedi sono sottovalutate le conseguenze di questa malattia, cioè da quando il bambino diventa adulto. Gli ultimi ammalati sono
di
45-50 anni fa, adesso sono genitori, addirittura nonni.

TERESA: Quindi tu vuoi sapere a che punto sono con la ricerca?

CARLO: Certo, e a parlare anche con il mio amico, il primario dell’Ospedale Spolverini che ha promosso questo convegno. Ti presento una mia amica: Teresa.

Amico di CARLO: Molto onorato.

TERESA: Piacere mio.

CARLO: Molto interessante questo convegno.

Amico di CARLO: Sì, abbiamo fatto del nostro meglio cercando di dare, diciamo così, le ultime conoscenze scientifiche in questo ambito.

CARLO: E a che punto sta in Italia la riabilitazione?

Amico di CARLO: Voglio dire stiamo valutando nuovi aspetti, proprio alla luce delle recenti ricerche scientifiche, di organizzare la riabilitazione in
modo
diverso da quello che noi avevamo impostato in passato quando si pensava che la poliomielite diciamo così necessitasse di un iper esercizio per favorire
la ripresa muscolare.

CARLO: Ti ringrazio a nome di tutte queste persone, ti lascio anche agli altri.

Amico di CARLO: Noi faremo del nostro meglio, grazie. Signora, è stato un piacere.

TERESA: Lieta di averla conosciuta.

******

Nunziante Esposito.